Il nuovo disco di Melody Castellari
"CI SARÀ DA CORRERE"
"Ci sarà da correre"
In scena torna un cognome che fa tanto rumore se parliamo di musica italiana. Castellari...era Corrado Castellari, cantautore e autore di successo, venuto a mancare pochi anni fa. Quasi una celebrazione, quasi un tributo, ma soprattutto un testamento di continuità quello che la figlia, la cantante Melody Castellari, realizza dando alla luce per la sua etichetta Taitù Records un disco che ripercorre alcune tappe importanti del padre - come la splendida "Il Testamento di Tito" di cui Corrado Castellari è stato autore della musica - oltre a brani personali di lei e altri scritti a quattro mani...padre figlia di nuovo insieme in una misura che per noi resta solo artistica ma che tra le righe trasuda un intimo avvicinarsi e un inspiegabile ritrovarsi. Un disco che sotto questa chiave di lettura ci colpisce oltre che permearci di grandissima sincerità e realtà: si perchè questo di Melody Castellari è un lavoro di canzoni semplici, sincere, molto ben fatte e decisamente figlie di un artigianato di produzione che ormai ci stiamo quasi dimenticando...noi che in Italia eravamo maestri nel farlo. In rete il video ufficiale che incornicia il singolo title track del disco. Realtà quotidiana, la grande crisi e poi ancora l'amore, per se stessi prima e per la vita poi.
“Ci sarà da correre”…un disco, se vogliamo, sociale…ma si corre per scappare o per raggiungere?
Si corre per l'una e per l'altra ragione. Ma a dire il vero a volte si corre e basta, senza uno scopo apparente.
La tua voce e la tua musica ha assunto varie forme e generi durante la tua carriera. Questo disco a quale di queste facce appartiene?
Io non mi sono mai "catalogata" a dire il vero: rock, pop, dance... mi piace ascoltare e cantare tutta la musica, senza distinzione di genere.Â
Oggi diciamo che sono in quella fase della vita in cui mi sento un po' più "grande" e la sono anche anagraficamente in effetti!Â
Ho percorso un bel pezzetto di strada, con tutti i suoi ostacoli e deviazioni, e mi è arrivata la consapevolezza e il coraggio di affrontare argomenti e stati d'animo che prima non riuscivo ad esprimere o semplicemente non mi appartenevano.
Dietro le quinte: c’è un senso di celebrazione verso la figura di tuo padre o un moto di distacco e di personalissima ambizione?
È una celebrazione, senza ombra di dubbio: questo disco ha nella sua radice il desiderio di far ascoltare la musica di mio padre, di portarne avanti l'arte. Io credo che non abbia ricevuto in vita il riconoscimento che meritava. Sono sua figlia e non posso che esserne orgogliosa.
Aspirare a diventare "qualcuno" nel mondo nella musica è qualcosa che mi premeva tanto in passato forse, oggi mi accontenterei di guadagnare una piccola nicchia di ascoltatori.
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