Tornano in scena i TEMPI DURI
Il nuovo disco si intitola "Canzoni Segrete"
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Eccoli in splendida forma. Il team guidato da Carlo Facchini torna dopo oltre 30 anni di silenzio o comunque di sporadica attività fuori dai riflettori ufficiali. Parliamo dei Tempi Duri, della storica band prodotta da Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi per la allora label FaDo Records. Un disco che fece tanto rumore e tanto successo: "Chiamali tempi duri". In forza alla band anche un giovanissimo Cristiano De Andrè alle chitarre. Poi il silenzio, la morte del "capo", la perdita forse di una linea guida importante come quella che potrebbe appartenere al ruolo di capofamiglia e poi il silenzio, durato fino ad oggi e che di candeline da spegnere ne avrebbe oltre 30. Qualche sporadica apparizione, qualche altro nome di fantasia per camuffare e rispettare il silenzio dei Tempi Duri. Ma oggi si torna in scena ripercorrendo le origini a facendo incetta di vita in questi nuovi inediti in studio che raccolgo in un altro grande disco dal titolo "Canzoni Segrete". Formazione originale eccezion fatta per Cristiano De Andrè che lascia la squadra ma che ritroviamo a duettare solo nel brano "Con le nostre mani".
Tempi Duri oggi. Che mondo avete ritrovato dopo tanti anni?
È stato bello tornare in scena? Credo che per chi svolge un'attività artistica, tornare in scena sia sempre bellissimo. Ed è lì che si vorrebbe essere, sempre. Intanto, nel mondo è cambiato tutto: siamo passati dal prevalere della guerra al prevalere della pace. Siamo passati da un mondo diviso in due blocchi, tenuto in equilibrio da folli investimenti in armamenti e dominato dalla paura, ad un mondo globalizzato, dominato dal mercato, in cui i vasi comunicanti sono entrati in comunicazione. A quel punto cos'è successo? L'acqua si è livellata, per noi, in basso. Abbiamo perso quota, perché i paesi in via di sviluppo hanno iniziato a venderci i loro beni a prezzi per noi impensabili. E c'è chi regge, mentre noi italiani, non investendo in ricerca, non riusciamo a fare altrettanto con i cinesi. Occorre dire che, in senso globale, il processo è anche giusto. Non era più ammissibile che un quinto del mondo detenesse da solo i quattro quinti della ricchezza mondiale. E non a caso, in tutto l'occidente, ora la stanno pagando soprattutto le più grandi e più vecchie civiltà decadute, come Italia e Grecia, come Atene e Roma, che vivendo tuttora del ricordo di dispute imperiali, si sono dimenticate di aggiornarsi. Questo è un'enorme problema per le nostre città e le nostre famiglie. Verrebbe voglia di darsi un gran da fare. Il problema è che la mentalità dei vertici è lo specchio di quella della base. Forse l'unica salvezza per l'uomo della strada arriverà se e quando torneremo ad essere dominati, come abbiamo fatto per la gran parte della nostra storia. A tirare le arance siamo particolarmente bravi. Mentre di organizzare qualcosa noi risultiamo incapaci. Perché, chiunque governi, più lo mandi su, più lo tiri giù. E' proprio questa la "forma mentis" del paese: fare il tifo per uno che è all'opposizione. Poi mandarlo su. Poi diffidarne immediatamente (non dico " a torto", ma di fatto avviene così) e ributtarlo giù. In pratica, nessun italiano si fiderebbe di un italiano al governo. E questo cosa significa?
Canzoni Segrete ha aperto un varco verso altre produzioni oppure è stato uno sfizio da levare?
Non un semplice sfizio, ma un vero ritorno al 100%. Abbiamo già iniziato le registrazioni del prossimo album, che - è ancora presto per dirlo - ma forse potrebbe chiamarsi "Audaci e soli".
Un nuovo disco. Un nuovo futuro. Una nuova storia da sdcrivere per chi di storia ne ha fatta. Queste sono le "Canzoni Segrete" dei nuovi Tempi Duri.
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