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Il romanzo di Sanremo

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E' vero che sul festival più canzonato e classico d'Italia è stato scritto e detto di tutto; è vero che su una vetrina di banalità e di tante insulse canzoni (ma c'erano anche le belle) sono state mosse tante critiche  con fondi di  ragioni e di analisi. Però, c'è ancora chi ha il piacere di provare a narrare la storia del Festival di Sanremo, partendo proprio dal racconto, dal recupero della storia, come se fosse un romanzo. Ci ha provato Carlo Maria Lomartire, giornalista e attento studioso dei costumi, così come fa nel suo "Festival" (Mondadori 296 pag. 18,50 €) una carrellata di riferimenti, di storie, di avventure. Lomartire è molto bravo a ricostruire uno dei punti di riferimento della nostra nazione, soprattutto oggi che ha conquistato lo spazio dei 5 giorni televisivi. Lomartire tenta anche di sottolineare l'importanza della manifestazione, riuscendo a cogliere il segno di una storia lunghissima, di tanti musicisti che sono passati e che hanno segnato il tempo. Infatti la parte migliore del libro è proprio quella dedicata agli esordi del festival , quando tutto nasceva dal caso se vogliamo, dalla voglia di rilanciare il turismo, il casinò e tutta una parte d'Italia che non voleva più pensare alla guerra. Probabilmente Sanremo è stato il vero passepartout della società post bellica, il contenitore esorcizzante di una gravissima perdita da parte del popolo italiano. Lomartire ci conduce con passione nei primi giorni in cui nasceva il Festival, in una Rai che non era ancora quella di oggi e ci fa conoscere  una serie di musicisti che venivano da studi seri ed importanti. Chiaramente l'autore non disdegna di narrare anche gli anni bui della manifestazione, fino ai giorni nostri. Il tutto si legge con piacere, il racconto scorre con semplicità e Lomartire riesce a creare interesse verso il festival, riesce a dare un abito di lettura ad una storia che sembra un romanzo di fine ottocento ma che è oggi solo una grande parata dei vari strati sociali della nostra nazione (politica in primis) dove però non esiste più il lato romantico e le canzoni non fanno più sognare. Per questo è bello leggere il romanzo di Lomartire, una storia romantica potremmo scrivere, come se fosse uno sceneggiato in bianco e nero con una colonna sonora fantastica, irripetibile.

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 18 Marzo 2012 21:19 )  

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