Materadio, la Rai nei sassi

Martedì 27 Settembre 2011 10:15 Marco Ranaldi
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E' un fenomeno del tutto particolare quello dei Sassi di Matera, lo si è sempre saputo e lo sanno benissimo quelli di Radio 3 Rai quando, grazie ad una felice intuizione di Gigi Esposito dell'Onyx Club, la cultura della radio più interessante del nostro paese è approdata nella città della Basilicata. Infatti Materadio è la festa che Radio 3 porta in giro per l'Italia, trasmettendo in diretta come se fossero dagli studi di Via Asiago a Roma. La particolarità è proprio questa, un palinsesto ad hoc per fare la radio come spettacolo e come mezzo d'informazione. La sede preferita è stata la meraviglia della natura ribattezzata Casa Cava che è un'antica discarica nel tufo ripristinata ed ora messa a concorso per la gestione. E qui entra in ballo il ruolo di Esposito che per tanti anni ha tenuto la sua stagione di concerti jazz in quella che ancora non era la Casa Cava ma un rudere messo piuttosto male. C'è voluto tanto tempo, la forte tenacia e la raccolta di tanti soldi per ridare vita alla struttura che è poi passata al Comune che con i fondi dell'associazione e quelli europei ha completato i lavori e ha ora messo al bando la sua stessa gestione. I contatti  di Esposito con Radio 3 ed è nata Materadio. Il tutto nel Sasso Barisano e nella piazzetta di San Pietro Barisano e appunto nella Casa cava per concludere la sera nel rinnovato Parco Castello. Un mare di notizie, informazioni e tanta ma tanta cultura. Il divertimento è stato assistere dal vivo a dei classici di Radio 3 come Fahrenheit, Hollywood Party, Uomini e Profeti e la Barcaccia. Il tema dominante del percorso era quello della Basilicata, di Matera e dello sviluppo di una regione che è avvizzita dallo sperpero uso delle risorse e dallo sfruttamento delle falde petrolifere, così come si è dibattuto a Farhenheit del 24 settembre o come è successo nella puntata di Hollywood Party luogo della memoria perfetto per ricordare i documentari commissionati dall'Eni negli anni '50 sulla Basilicata o le varie tracce da Rocco e i suoi fratelli di Visconti fino naturalmente al Cristo di Pasolini girato per gran parte nei Sassi (senza dimenticare Anni ruggenti di Luigi Zampa). Poi teatro con un istrionico Mimmo Cuticchio e la stupenda musica del Quartetto di Cremona per finire alla grande con una puntata della Barcaccia, fra il sacro e il profano. Il tutto per sostenere la candidatura di Matera per il 2019 come città europea della cultura, città che probabilmente ha ancora molto da imparare soprattutto per la insensata proposta di un concerto classico di Franco Battiato in un'ambientazione da stadio veramente poco adatta alle capacità inventive e delicate dell'artista siciliano. Ma sbagliare serve per migliorare, sicuramente.

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