DEApress

Thursday
Apr 30th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

ILCAPPELLO DI PAGLIA AL COMUNALE

E-mail Stampa PDF

Il Cappello di Paglia di Firenze, la farsa in 4 atti di Nino Rota approda a Firenze sulle scene del Teatro Comunale. Perfetta la direzione dello spagnolo Sergio Alapont con un cast di grandi livelli.


Che Il cappello di paglia di Firenze di Nino Rota non fosse mai andato in scena a Firenze non è cosa grave se si pensa che in genere la musica di Rota, nel nostro paese, non gode di quella giusta credibilità che invece dovrebbe godere. Si sa che la storia di Rota non è semplice, lui uomo mite e semplice ha sempre cercato di fuggire dagli accademismi e soprattutto dai giri dei soloni della grande musica: questo in vita. Da morto (considerando che quest'anno sono 100 anni dalla nascita) non c'è chi fa a botte per rappresentare le sue opere e questo naturalmente non ci fa onore. Pertanto, ben venga che Il Maggio abbia deciso di ricordarlo con una delle sue opere più belle, Il cappello appunto. Stupenda messa in scena, perfetta dalla regia, alla recitazione, alla conduzione, alle interpretazioni. Lo sforzo è stato validissimo e, anche se il cast non è di quelli altosonanti (ma per Rota va benissimo, poichè sarebbe quasi fuori luogo avere un cast fatto proprio da quei personaggi che lui rifuggiva in vita) è un validissimo gruppo diretto con piglio, bravura, eleganza e purezza stiliscita dallo spagnolo Sergio Alapont che, su Rota, ne sa più lui di tanti suoi colleghi italiani (si sa Muti che è un tardo romantico, ha pensato bene di riprendere il suo Rota come omaggio al maestro di gioventù). Scrivevamo di Alapont che è stato bravissimo, spiccava il suo senso ritmico che è poi quello che è fondamentale per motivare un'opera del genere. La leggenda narra di un Rota che avesse composto quest'opera quasi per gioco, scrivendo il libretto assieme alla mamma Ernesta e traendone spunto dalla commedia di Labiche. Un'opera quindi fatta di rimandi, complicazioni, doppi sensi e di tutto quel tourbillion che ha fatto del teatro generato da Feydau quello stupendo campo di divertimenti che ha eguali al mondo cinematografico dei fratelli Marx. Il regista Andrea Cigni, ispirato ai movimenti del varieteé, da Clair e Picabia e da tutto un mondo visivo propriamente francese, è stato bravissimo a rendere divertentissima la scena fatta di botole soprattutto, botole dalle quali entravano e uscivano i personaggi e persino il "maledetto" cavallo che complica il giorno di nozze di Filippo Adami/Fadinard, tenore esperto di personaggi brillanti, a suo agio nei panni del divertito e divertente eroe dell'opera. Poi il resto del cast è costiuito da Salvatore Salvaggio che è il pedante suocero Nonacourt dalla voce non sempre perfetta, simpatico nella parte del "guastatore"; poi ancora Mauro Bonfanti, Jachini Virgili, Lavinia Bini, Anna Maria Sarra, Romina Tomasoni tutti perfetti nel grande tourbillon che si genera nella confusione generale. Fra galop, romanze, arie, colpi di scena e tutti gli stilemi del mondo ottocentesco sia dell'opera che della musica (assolutamente ironico il secondo atto che mette alla berlina proprio i famosi salotti, tempestati da italiani solisti un pò cafoni di qualsiasi strumento). Insomma è tutto molto bello, tranne forse l'acustica che dalla nostra postazione non brillava, tanto da sentire fortemente gli ottoni e un leggero ritardo d'emissione.

Il coro perfetto è stato diretto da Piero Monti mentre un plauso va a Lorenzo Cutuli, fantasioso costumista  e alla luci di Luciano Roticiani. Speriamo quindi che parta proprio da quest'opera la giusta ricorrenza del compositore Rota, reo di aver voluto solennemente distaccarsi dai grandi pulpiti per fare la propria vita e la propria musica, libera anche di essere ironica e critica come tutta quella scritta per Il cappello.

Marco Ranaldi

Share

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 18 Luglio 2011 08:21 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Silvio Terenzi . 29 Aprile 2026
Patrizia De Benedictis“Veleno nel cuore” Tra le pieghe di una città che non fa sconti e dentro le crepe di esistenze sospese tra caduta e riscatto: eccolo il nuovo racconto di Patrizia De Benedictis. Si intitola ;“Veleno nel cuore”... muovendosi...
Silvana Grippi . 29 Aprile 2026
           "Ogni opera di Coccioli ha un senso metafisico che spazia tra il reale e l'irreale proponendo alternanza tra visione e surrealismo. Una passione artistica nata durante il suo percosso progettuale e lavo...
DEAPRESS . 29 Aprile 2026
DEA CORSI  VIA ALFANI 65/R - FIRENZE WWW.DEAPRESS.COM Email redazione@deapress.com   4 Incontri dalle ore 17.00 alle 18.00 (giorno della settimana da stabilire) Acquerelloterapia Scrivi il tuo libro Scrittura immagnifica Crea il ...
Silvana Grippi . 28 Aprile 2026
  "Ho iniziato a dipingere verso l'età di quindici anni per poi interrompere per un lungo periodo dedicandomi ad un altro lavoro. Ho ripreso nuovamente dopo la pandemia: all'inizio per esprimermi dipingevo prevalentemento paesaggi e volti poi...
Antonio Desideri . 28 Aprile 2026
A margine dei violenti attacchi squadristi in occasione del 25 aprile, e volendo evitare qualsiasi commento alle infami dichiarazioni governative, può essere utile spostare leggermente lo sguardo per rivolgerlo ad un paper del sociologo austriaco (cl...
DEAPRESS . 28 Aprile 2026
    Lara Poggi vince due medaglie d'oro a Larciano (PT)   Lara Poggi si allena da circa due anni presso la Polisportiva PO.HA.FI di Firenze, che promuove lo sport per persone con disabilità fisiche, sia a livello amator...
DEAPRESS . 28 Aprile 2026
Dal 24 aprile 2026, lo Studio Tibaldi Arte Contemporanea di Roma inaugura la mostra personale di Roberto Tibaldi dal titolo "L’ORO DEGLI UOMINI ROSSI". L’esposizione rappresenta l’approdo di una ricerca artistica ventenn...
DEAPRESS . 28 Aprile 2026
 PREMIO LETTERARIO NAZIONALE  “IL PANE E LE ROSE"    ARTICOLO DI CRISTINA FONTANELLI                  Al via il Premio Letterario Nazionale "Il pane e le rose", i...

Galleria DEA su YouTube