In quel tempo in cui tutto era possibile, quando l'anima iniziava ad essere interpretata, vista, osservata, cercata, quando l'austriaco ebreo Sigmund Freud intraprese un cammino che avrebbe cambiato il mondo, alcune persone, spesso silenziose ma fortemente rivoluzionarie, operarono per aprire il '900 alla grandissima scoperta del mondo e dei mondi. Sandor Ferenczi fu alleato e amico di Freud e fu soprattutto colui che nel silenzio dei cambiamenti spontanei contribuì non poco ad aprire le strade incredibili battute dal maestro, verso il tempo, rendendo immortale il pensiero profondo dell'anima e sull'anima. Purtroppo Ferenczi morì troppo presto per vedersi accreditare la sua personale rivoluzione della psicoanalisi ma, il quel tempo che lui aveva intuito essere l'unico mezzo supremo che unisce l'anima al mondo dei più e dei meno, operò fino allo stremo. E ci riuscì in pieno. Ora, fra le non tantissime testimonianze italiane dedicate allo psicoanalista , esce per i tipi di Alpes, l'agile e ben leggibile volumetto Ferenczi l'enfan terrible della psicoanalisi. L'autore è a sua volta esperto e professionista dello studio e dell'analisi dell'anima e non solo; Marco Franceschini nelle 122 pagine narra, affronta, assimila ma soprattutto introduce al mondo l'opera fondamentale di Ferenczi. E' un libretto prezioso, fatto con passione e professionalità. Lo vogliamo segnalare fra i tanti libri del recente periodo, perchè è uno scritto ben fatto, onore a Ferenczi e a tutto coloro che hanno creduto e credono nella fondamentale importanza della psicoanalisi e delle sue infinite sfaccettature.