"A Sentimental Journey", la Google Maps dei luoghi fiorentini
amati da inglesi e americani
fra Ottocento e Novecento
Il libro “A Sentimental Jorney” sarà presentato sabato 12 ottobre alle ore 17.00
al Museo Horne in via de' Benci 6
da Antonio Paolucci, Pierluigi Rossi Ferrini, Alessandra Marino, Carlo Sisi.
È una specie di Google Maps dei luoghi dove hanno vissuto inglesi e americani nel loro soggiorno fiorentino fra Ottocento e Novecento il suggestivo libro di Claudio Paolini “A Sentimental Journey. Inglesi e americani a Firenze fra Ottocento e Novecento” (edizioni Polistampa, 152 pagine, 12 euro). Sono, infatti, censite le sedi frequentate da quella vivacissima comunità straniera, soprattutto artisti e letterati (le schede a riguardo sono 114) che, a partire dagli anni Trenta dell'Ottocento, giunsero a Firenze per studiare l'arte e la letteratura italiana e trarne ispirazione per le loro opere.
E' importante l'impostazione divulgativa, in quanto Il volume sarà distribuito gratuitamente nelle scuole, nelle università, negli istituti di cultura. Sarà presentato sabato 12 ottobre alle ore 17.00 presso il Museo Horne in via de' Benci 6 che, con l'occasione, aprirà in orario pomeridiano (dalle 16.30 alle 20.00) la mostra “Horne & Friends. Firenze, un sogno da salvare”. Interverranno la Soprintendente bapsae Alessandra Marino, il Presidente della Fondazione Horne Antonio Paolucci, il Vice Presidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze Pierluigi Rossi Ferrini, lo storico dell’arte Carlo Sisi.
“A Sentimental Journey” (il titolo si richiama all'omonima opera di Laurence Sterne del 1768) è una ricostruzione quanto mai minuziosa dei luoghi nei quali hanno abitato alcuni dei più illustri “turisti” del periodo, da Oscar Wilde a Charles Dickens, con tanto di mappe e vedute fiorentine tratte da rare pubblicazioni in lingua inglese.
Tuttavia, Firenze era assai appetibile anche per altri motivi, che ad oggi possono apparire decisamente inconsueti: ad esempio, il gran numero di modelle (a detta degli artisti, “le più belle che si potesse desiderare”) e il clima della città, considerato ideale per alleviare alcune malattie. Firenze era inoltre la città del divertimento, della buona cucina, dei salotti, oltre che degli estremi: dalla tolleranza alla riservatezza. Infine, non meno importante, Firenze era imbattibile anche da un punto di vista economico: consentiva infatti allo straniero benestante di mantenere il tenore di vita cui era abituato in patria ma a costi nettamente inferiori. Si può, quindi, parlare di una città low cost ante littemam, sulla cui dimensione vale certamente la pena riflettere: cos'ha da offrire oggi questa città al turista moderno?
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