DEApress

Sunday
Sep 20th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

“Sigilli” di Isabella Horn

E-mail Stampa PDF

Non capire tutte le parole (o il significato stesso) di una poesia, non dovrebbe negarci il piacere di leggerla o ascoltarla: la ricezione si realizza in uno spazio emotivo, entro cui confluiscono le armonie dei suoni, il libero intrecciarsi d’immagini analogiche – e la poesia si realizza proprio in quel “vuoto di senso” che ha lasciato dentro di noi.

Con la sua ultima raccolta, “Sigilli” (Milano, GDS, 2012), Isabella Horn torna a pizzicare le corde di un lessico forbito, fatto d’immagini peregrine e di lontane tradizioni – dalla mitteleuropa e dall’estremo oriente, fino alle più riposte leggende baltiche. Ma questa poesia, sempre sulle soglie dell’altrove, venata di malie, miti e incanti, si carica qui di un valore ulteriore, di un più deciso impegno sociale. Un incarico che non collide con la ricercatezza del verso: anzi ne fa arma (nonviolenta) per aprirci gli occhi di fronte alla marcescenza della società attuale. E così, accanto a draghi, elfi e salamandre, di fronte all’innocenza di una flora e fauna sospese tra realtà e fantasia, fanno la loro comparsa bestie ben più volgari, il cui disgusto è descritto con una potenza disturbante – ma anche con sorprendente leggerezza:

Pavoneggiarsi di smorfie panciute
e di gongolanti sorrisi
sopra svolazzi sgargianti
e coturni di vetro…

Su pelate lucide d’afa
impudenti, giocano mosche
nella noia trasudante
chiacchiere e sbadigli,
sordi ai moniti
della ferrea sabbia

(Deriva, p. 48)

Sono questi, ovviamente, gli uomini: che inseriti in una vicenda mitica (come la storia di Vineta, descritta nell’omonimo poemetto – pp. 79-90) o calati, come qui, in uno spazio pronto a ritrovare «la benedizione / d’elfici amanti» (p. 49), non possono non ricordarci del nostro tempo, del degrado in cui sempre più ci troviamo immersi, incapaci di reagire veramente. E al rifugio protetto dell’indifferenza, l’apertura della poesia oppone la disorientante apertura di una nuova presa di coscienza.

Sul piano formale, questi versi crescono su strutture spesso uniformi e iterate: ne traspare evidente il senso di un incedere ritmico fermo e deciso, che lascia però ampio spazio all’interpretazione drammatica del lettore. Il senso della musica è pressoché onnipresente, dagli Arpeggi della prima sezione, ai molti accordi in maggiore e minore che affollano le poesie. Ma non è solo musica del verso e della parola: a risuonare, è tutta la natura. Come nell’attacco di Chiave di violino, che aprendosi su immagini di luce e riflessi, si chiude allusivamente su di un «sol minore mozartiano in volo» (p. 21). Perché la ricerca musicale è piuttosto quella «d’una crepa nel cosmo / che verso accordi altri, / incontaminati, / risucchi l’esausto errare / di pianeti consunti…» (Un brano di Alessandro Stradella, p. 25).

La musicalità si costruisce quindi su più livelli – come molteplici sono i livelli d’interpretazione del titolo stesso della raccolta. E a “sigillare” il circuito della poesia, giungono le continue ripetizioni di immagini, concetti, parole – di volta in volta variati e rinnovati. La struttura generale, più che iterativa, si rivela così di natura chiastica, non solo sul piano formale. In una poesia come Il vecchio mattatoio, ad esempio, tra prima e ultima strofa si raddoppia il chiasmo «fame di rose, rose di fame» (p. 64 e 65), ma il tutto seguendo il tragitto dell’«elfo solare», che «dall’alba del mare» (p. 64) giunge fino alla fine del giorno: «Si spegne l’elfo nel mare» (p. 65). La focalizzazione, poi, nella più perfetta struttura simmetrica, segue il doppio vettore di un progressivo avvicinamento (dal mare al mattatoio) seguito da allontanamento (dal mattatoio al mare). E passati attraverso la brutalità degli uomini, ritorniamo nel grembo (sofferto) della natura.

Una natura che, pur nella violenza subita e da essa stessa perpetuata, non è mai vera “matrigna” per l’uomo che sappia riscoprirne l’armonia. E il sorriso leopardiano di fronte al cielo, alla terra e al mare, gettato sulle soglie del suo “pessimismo cosmico”, si carica qui di una dolcezza nuova, che risorge attraverso il fuoco e lo spasmo del sacrificio:

E quando, all’imbrunire,
ascolta lo sciabordio
del vuoto, carezza d’acqua,
più turchina di sera in sera,
socchiude gli occhi e sorride

(Oltremarino, p. 32)

Per DEApress, Simone Rebora

Share

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 25 Maggio 2012 16:27 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Silvana Grippi . 20 Settembre 2026
Ex Sanatorio Banti a Pratolino: sopralluogo in vista!Lo apprende Idra dalla sindaca di Vaglia. E chiede di far partecipare la cittadinanza Aveva scritto martedì scorso, l’associazione di volontariato Idra, a Silvia Catani, sindaca di Vaglia, e a Sar...
Silvio Terenzi . 18 Settembre 2026
LINO BORDIN“Dall’Asia all’Africa: Sul filo del rasoio” Un testimone porta con sé un problema inevitabile: ha visto. E lui, questo testimone, dimostra anche una penna raffinata e puntuale, arma che in fondo ha smosso tempi e costruito rivoluzioni...
Silvio Terenzi . 17 Settembre 2026
SOUNDRIGHTL'A.I. al servizio della burocrazia musicale VISITA IL SITO Ridurre la burocrazia legata alle licenze musicali attraverso tecnologia e l'intelligenza artificiale. È la sfida di SoundRights, la Licensing Automation Platform italiana na...
Giosuè Boschi . 17 Settembre 2026
La Guinea, appunti di viaggio - Silvana Grippi    Isitutoeuroarabo.it/DM/la-guinea-appunti-di-un-viaggio/print/ Posted By Comitato di Redazione On 1 gennaio 2023 @ 00:07 In Immagini,Società   Nell’agosto del 200...
Silvio Terenzi . 17 Settembre 2026
Maria Laura Loi“Indagine nel paese senza tempo” Una reliquia scomparsa durante i bombardamenti del 1943, un manoscritto misterioso e un paese che potrebbe esistere fuori dal tempo sono gli elementi da cui prende forma “Indagine nel paese senza tem...
Giosuè Boschi . 17 Settembre 2026
Le donne in Iran e la grazia dello sguardo sotto l'hijāb  Appunti di viaggio  - Silvana Grippi istitutoeuroarabo.it/DM/le-donne-in-iran-e-la-grazia-dello-sguardo-sotto-il-hijab/print/ Posted By Comitato di Redazione On 1 ...
Giosuè Boschi . 17 Settembre 2026
Dogon, magia di un popolo oggi in pericolo Appunti di viaggio - Silvana Grippi istitutoeuroarabo.it/DM/dogon-magia-di-un-popolo-oggi-in-pericolo/print/ Posted By Comitato di Redazione On 1 luglio 2021 @ 00:11 In Cultura,I...
Giosuè Boschi . 17 Settembre 2026
Il Mediterraneo. Il popolo del deserto nei campi profughi sahrawi Appunti di viaggio - Silvana Grippi istitutoeuroarabo.it/DM/il-mediterraneo-il-popolo-del-deserto-nei-campi-profughi-sahrawi/print/ Posted By Comitato di Redazione On 1 ...
Silvio Terenzi . 15 Settembre 2026
Francesco Cinelli"Un Matto di Paese" La normalità, nelle pagine di “Un Matto di Paese”, assomiglia a una linea tracciata su un foglio e poi a chiedersi ma che senso abbia avuto... è poi alla fine resta ancora il senso di chiedersi cosa sia davvero...

Galleria DEA su YouTube