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Gianni Berengo Gardin giardini di spezie antiche

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Come si può parlare all'Italia? Come si può parlare al cuore degli italiani? Non ci sono vari modi, anzi, spesso gli italiani non intendono molto. Sepolti da pressapochismo, da massmediologi da dieta culturale e non solo, sepolti da una serie di luoghi comuni imbarazzanti e dal post berlusconismo, dal renzismo e dal grande menefreghismo di mussoliniana memoria, insomma parlare a questo aggrovigliato nucleo che vive sulla penisola detta appunto Italia, non è per nulla facile!

Oggi poi è difficilissimo comunicare e trasmettere una serie di messaggi positivi e per niente ambigui. Pertanto andare al Palazzo delle Esposizioni di Roma e partecipare (nel senso sociale soprattutto) alla mostra Vera fotografia di Gianni Berengo Gardin è cosa buona e giusta (come direbbero i chierici). Infatti nel lungo percorso espositivo, in una sorta di frame su frame del pensiero fotografico di questo giovin signore che oggi si direbbe di una certa età, è stupendo perdersi, imbattersi in una osmosi. E' un viaggio temporale, psicologico, sociale, ma soprattutto un viaggio di bellezza, con tutta una vasta serie di rimandi.

Berengo Gardin è sottile, coglie le essenze, quasi un fotografo di emozioni. Anzi è lui il man at work, lavoratore del lavoro interiore, speziale d'antico bordo, ammaliatore di riserve di caccia dell'anima. Non vorrei banalizzare colui che non ha reso banale lo sguardo, eppure mi viene di scrivere che Berengo Gardin è appassionante, quasi un lontano parente di terre non nemiche. In questi tempi di guerre appunto, vederlo ritrarre, ripercorrere, recuperare frame è entusiasmante. Lui che di questa nostra terranea passione si è fatto maestro, in un tempo in cui non si è quasi mai maestri, anzi si è solo industrializzati scolari del nulla. Frammenti di sensi, di territori, di archi e di sostegni silenziosi. A volte sembra  leggere i segni di Solanas, di un argentino quindi che ne La nube ha creato frame di memorie e di emozioni.

Un passaggio caldo, un sereno ritrovo, nel non consueto bianco e nero, sentire quasi in 3d, riempie la vita, sicura e sincera autostrada del tempo, in un posto che non c'è se non in quel silenzio dell'anima che appartiene ad ogni anima libera. La mostra curata da Alessandra Mammi e da Alessandra Mauro sarà visitabile fino al 28 agosto. Catalogo edito da Contrasto.

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 18 Luglio 2016 08:44 )  

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