Piccolo uovo di corvo e Grande uovo di corvo, due fratellini cresciuti nella fatiscente bidonville indiana,vivono tra le lamiere della loro baracca, insieme alla giovane madre a all'anziana nonna.
I due trascorrono le loro giornate scorrazzando a piedi nudi tra le vie scoscese e ciottolose del sobborgo; il risveglio, scandito dal canto del gallo, inizia con un bagno fresco di acqua piovana.

Si arrampicano sui rami degli alberi per accaparrarsi qualche uovo di corvo, nutriente e goloso; si accontentano di una razione di riso bianco al giorno e la sera, al calar del sole, si riuniscono tutti insieme nell'umido rifugio illuminato dalla luce tiepida di una candela.
Un giorno, la loro essenziale e genuina quotidianità è alterata dall'ingresso in casa di due televisori.
Telecomando alla mano, i due bambini passano in rassegna i canali attratti dai colori e dalle veloci immagini in sequenza.
La pubblicità della pizza del nuovo ristorante aperto a pochi passi dalla capanna, catalizza la loro attenzione.
Addentare quella soffice pasta e filante mozzarella diventa il loro unico desiderio. Non curanti delle profonde diversità sociali e delle disuguaglianze, i due fratelli si ingegnano per guadagnarsi trecento rupie convinti che con l'impegno e la buona volontà potranno anche loro gustare quell'appetitosa pasta che “fa i fili”.
Sostare per ore ai lati dei binari aspettando di raccogliere qualche pezzo di carbone caduto dai vagoni di un treno merci; impugnare un lungo bastone per sfilare i telefoni cellulari stretti nelle mani di passeggeri affacciati ai finestrini; guadagnarsi qualche rupia trainando con un vecchio carretto i barcollanti ubriachelli del quartiere, meno attenti ai principi religiosi ma piuttosto dediti a concedersi un goccetto e qualche sigaretta qua e là.

La pizza, alimento commercializzato e diffuso in tutto il mondo in varianti di forme e gusti è qualcosa di più di un semplice desiderio di gola. Superare la soglia di quel ristorante, sedersi a gustare quel soffice impasto visto solo in tv e volantini significa, per i due fratelli, varcare la linea di confine che divide il popolo delle bidonville dai benestanti uomini d'affari.
La regia di M. Manikandan ci catapulta con grazia in quel groviglio di straducole, ciottoli, rigagnoli di acqua piovana; tra i tetti di latta riciclati, tra le colorate stoffe indiane stese ad asciugare al sole. La caratteristica musica slumdog accompagna e conferisce ulteriore colore e ritmo vivace alle sequenze. Crow's Egg è una storia sincera, semplice, priva di cliché occidentali che, attraverso la sensibilità giocosa ed innocente di Piccolo e Grande uovo di corvo, mostrano una realtà attanagliata da una profonda disparità sociale e dove, concedersi una comunissima pizza, non appare poi così scontato.
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