
Mercoledì 22 Gennaio un “impegnatissimo” Valerio Mastandrea sarà a Firenze per un doppio appuntamento: alle 18.00 presentazione della sua ultima pellicola, “La mia classe”, allo Spazio Alfieri; alle 21.00 in scena al Teatro Puccini con “Qui e ora”.
Opere impegnate per un attore impegnato (che però di impegno civile non vuole sentir parlare).
Vediamo di cosa si tratta.
“La mia classe”, per la regia di Daniele Gaglianone, è già considerata da molti tra le migliori opere cinematografiche italiane mai realizzate sul tema dell'immigrazione.
Il suo segreto? L'imperfezione.
Si tratta infatti di una pellicola che racconta la sua storia produttiva, ma attenzione a non confonderla con la solita opera meta-qualcosa; infatti sul soggetto originale – la storia di un insegnate (Mastandrea) e della sua classe di immigrati – la realtà è piombata inaspettatamente e senza preavviso, quando uno degli attori si è trovato realmente senza permesso di soggiorno e a rischio espulsione.
Più che realtà , surrealtà per gli autori ,che si sono trovati di fronte dal vero ciò che volevano raccontare per finta.
E quello che hanno visto, in termini professionali e artistici, non gli è piaciuto.
Che fare, infatti: ignorare la questione, sostituire l'attore, oppure riciclare la vicenda come spunto, magari agghindandola con un “lieto fine” retorico e ipocrita, edificante quanto fittizio?
Oppure la scelta non cinematografica, coraggiosa quanto suicida.
La verità.
Questo quello che hanno quindi cercato di raccontare senza facile retorica, senza buonismo, senza compromessi: tutta la verità, nient'altro che la verità.
Una verità che non è facile né bella. Certamente non cinematografica.
Per un film perfettamente imperfetto.
“Qui e ora” è invece uno spettacolo scritto e diretto da Mattia Torre e interpretato da Mastandrea insieme a Valerio Aprea: loro i due “italiani tipo” che sul palco si incontrano (o meglio si “scontrano”) e si confrontano: un confronto tra chi ha tutto e chi non ha niente, una riflessione specchio di un'Italia in cui la società cosiddetta civile è sempre più spaccata da una ferita sanguinante che non sembra destinata a rimarginarsi.
Per finire una curiosità: è ormai notizia certa l'impegno alla regia di Mastandrea per la trasposizione cinematografica de “La profezia dell'armadillo”, di cui, con Zerocalcare è co-sceneggiatore; per l'uscita del film bisognerà invece pazientare, dal momento che non è ancora stata fissata una data.
Stefano Campo/DEApress
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