DEApress

Wednesday
Sep 30th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

La Putìa

E-mail Stampa PDF

La Putia

No, non è nostalgia. Non è neanche desiderio di ritornare al passato perché sarebbe da stupidi rinunciare al benessere conquistato negli ultimi decenni, è piuttosto un ricordo o una rievocazione di epoche lontane quando noi mazaresi non eravamo così smaliziati e diffidenti come lo siamo adesso.
L’epoca lontana a cui mi riferisco è quella che riguarda gli anni cinquanta e sessanta. Fase di ripresa economica e di cambiamento, fase di conquiste sociali e di innovazioni tecnologiche.
Ancora però , soprattutto nella nostra città, si continuava a vivere senza grossi salti di qualità, si tirava avanti secondo le abitudini acquisite nel periodo precedente, quello della guerra,della fame e dei forti disagi.
Cosa ricordo di quei tempi? La prima cosa che mi passa nella mente è legata al cibo e , facendo delle associazioni mentali, rivisito l’interno di “una putia”. Una putia? Cos’è una putia?
Nessun ragazzino dei nostri giorni riuscirebbe a capire il fascino di una putia. Ipermercati, supermercati, centri commerciali, file di merce messa a bella vista pronta ad essere acquistata , banconi di salumeria o di carne, oggetti vari messi a bella posta nel centro di enormi corridoi con i loro prezzi scontati e superscontati che ti invitano a riempirti la casa di cianfrusaglie di cui potresti fare volentieri a meno , un enorme spreco di cibo e di cose contro la semplicità estrema che si trovava in una putia.
La ricordo bene la putia della Formusa. Una stanza piccolissima nel Corso Umberto dove potevano stare al massimo tre persone e lei, la signora Formusa, dietro al banco, pronta ad esaudire le tue richieste.
-Che vuoi ? Tiravo fuori dalla tasca del vestitino il bigliettino della mamma e dicevo che volevo mezzo chilo di pane. La signora Formusa apriva dall’alto lo sportello di un mobile di legno dipinto d’azzurro che stava alle sue spalle , azzurro così come lo era la vetrina che occupava la metà dell’ingresso e come lo erano i grossi contenitori di farina e legumi posti in bella fila nella parete libera della stanza , e tirava fuori il pane caldo. Un profumo buonissimo si diffondeva allora nella putia e mi veniva voglia di mangiarlo subito quel pane, sbocconcellarlo prima di arrivare a casa mentre camminavo lesta lesta per non sentire troppo il suo calore sotto il braccio.
Nel Corso Umberto c’erano anche altre putie. Più grandi e più ben fornite. Il panino per la scuola lo sapeva fare bene il Marsalese. Lo chiamavano così perché il proprietario era originario di Marsala. Noi mazaresi abbiamo da sempre dato appellativi e soprannomi di riconoscimento alle persone. Quando l’appellativo riguardava un difetto o una qualità negativa si chiamava e si chiama ancora “ingiuria “.
Sempre nel Corso, proprio vicino alla Piazza Mokarta, c’era la spaziosa ed attrezzata putia di Gino Ferro, personaggio conosciuto con il suo vero nome e cognome. In piazza Chinea , don Vitino Cusumano si fregiava dell’appellativo del don e, ricoperto di un grembiulone bianco che arrivava fino ai piedi, esprimeva professionalità e rispetto per il proprio lavoro.
I suoi panini con la mortadella erano famosi e noi giovani davamo la caccia al panino della compagna di classe che, fortunata lei, abitava nella zona e portava in classe tutta la flagranza di un panino acquistato nella putia di don Vitino.
La putia. Qualcosa che non c’è più; così come non c’è più la mia trascorsa gioventù!

Share

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 23 Luglio 2010 12:28 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

DEAPRESS . 29 Settembre 2026
Riceviamo e pubblichiamo:"Alla Casa delle Donne di Firenze una settimana tra formazione, letture, arte e pratiche condiviseDal 28 settembre al 1° ottobre nuovi appuntamenti alla Casa delle Donne, mentre prosegue il lavoro di autoformazione delle real...
Fabrizio Cucchi . 29 Settembre 2026
Riceviamo e pubblichiamo:"BRIGHT-NIGHT 2026, Firenze sceglie la ricerca Piazze e spazi universitari pieni per la Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori Oltre 10mila i partecipanti alla manifestazione Firenze ha risposto con una parteci...
DEAPRESS . 29 Settembre 2026
Riceviamo e pubblichiamo: "Danze Rumene inaugura la stagione De Sono Jingzhi Zhang, Gloria Uberto ed Elia Frittelli protagonisti di un programma dedicato alla musica rumena, tra Enescu, Bartók e la nuova composizione di Andrea Ravizza Nell’ambito ...
DEAPRESS . 29 Settembre 2026
Riceviamo e pubblichiamo: "Sabato 3 e domenica 4 ottobre, dalle 10 alle 20, la storica piazza fiorentina si trasforma in una grande galleria a cielo aperto Firenze torna capitale della ceramica contemporanea: 100 ceramisti da tutta Europa in piaz...
simone fierucci . 29 Settembre 2026
Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla “E Morte non avrà dominio”   ByGiustina Terenzi 16 Settembre 2026       Parte da Romaeuropa il 3 ottobre e si conclude il 21 ...
Antonio Desideri . 27 Settembre 2026
Quando i CCCP rividero le fotografie sviluppate e stampate, si resero conto - con molta più forza che nella realtà vissuta - di aver abitato quasi un sogno. Una situazione a metà tra la decadenza e l’incanto. Massimo Zamboni lo racconta in uno d...
DEAPRESS . 27 Settembre 2026
Comune di Firenze Q.2      Associazione socio-culturale  - Galleria D.E.A.     XXI - FESTIVAL MEDIAMIX - Secondo Incontro "Antropologia della visione -L'Arte è .." Piazza della Libertà - Parterre - Firenze dal...
simone fierucci . 24 Settembre 2026
Un appello di Amnesty   Mancano pochissimi giorni all’esecuzione di Christa Pike in Tennessee, negli Stati Uniti. Ora cinquantenne, sarà messa a morte il 30 settembre per un omicidio commesso quando aveva 18 anni. Nulla potrà minimizzare la gr...
Silvio Terenzi . 24 Settembre 2026
Emanuela Ricco“Il filo diretto del tuo sentire” Come il personaggio che chiama Valerio, anche io entro nel romanzo prima attraverso i ricordi degli altri che attraverso la storia di ciascuno di loro. Gioca col tempo ma anche con il modo con cui viag...

Galleria DEA su YouTube