Ci sono avventure che partono piccole, che si appoggiano al tavolino di un bar, ai piccioni di una piazza e che pure attraversano il mondo, i decenni, (i sentimenti del-)le persone.
Diciotto ottobre 1974, sono le dieci e mezza e Georges Perec va a sedersi al tavolino di un tabaccaio, in place Saint-Sulpice a Parigi, per tentare uno dei suoi esperimenti di scrittura.
Esperimenti che sono in parte Oulipo ovvero OUvroir de LIttérature POtentielle quindi un’officina, un laboratorio, un posto dove si produce (“senso”, nel nostro caso), in parte autobiografia dato che Perec è scrittore per necessità, per (ri)trovare una storia, una vita, un passato scomparso.

Vi resta tre giorni (in realtà alternandosi anche col Café de la Mairie), in vari momenti, con vari punti d’osservazione e tenta il mai tentato prima: esaurire interamente attraverso la scrittura un luogo di Parigi e i suoi accadimenti. Autobus che attraversano la piazza, i piccioni che svolazzano, varia umanità mentre svolge i suoi compiti quotidiani, la luce che si sposta nell’arco del giorno, insegne, targhe, lettere che vengono affrancate e finiscono nella buca della posta, pioggia e Francia, automobili e pedoni, persino un abbozzo di ingorgo - Saint-Sulpice è quasi uno snodo, uno dei fulcri della viabilità parigina.
Così questo scritto tanto specifico può essere letto certamente in forma di rapporto letterario ma anche come una lista messa in prosa, come un esercizio d’osservazione, il modo in cui una sensibilità letteraria si mette all’opera e produce, come abbiamo detto, senso e significato. Produce il mondo, un mondo magari specifico che non sembra pertenere allo stato della realtà-reale (si tratta pur sempre di un esercizio soggettivo) ma che ne fornisce una descrizione, una sua rappresentazione concreta: come non vedere, leggendo, ciò che ci accade davanti agli occhi mentre Perec ne dice? Come sbagliarsi? Stiamo assistendo a ciò che accade, senza che niente si frapponga per esempio tra il fumo di scarico dell’autobus del 1974 e il nostro naso del 2024 che lo percepisce.

Il testo fu pubblicato l'anno dopo sulla rivista Cause Commune della cui redazione facevano parte sia Perec che il filosofo Paul Virilio mentre diventerà un libro autonomo solo nel 1982 grazie all'editore Christian Bourgois che lo ha in catalogo ancora oggi. Nel 2007 il regista Jean-Christian Riff ne trae un film documentario (è possibile vederlo con una spesa di noleggio davvero minima a questo link: https://www.lesfilmsdici.fr/fr/catalogue/829-tentative-d-epuisement-d-un-lieu-parisien.html) mentre il 3 marzo 2022, in occasione dei quarant'anni della morte dello scrittore, su Twitter si ebbe una performance dal titolo Tentativo di esaurimento di un luogo planetario nella quale, da qualsiasi parte del mondo, gli intervenuti potevano descrivere il luogo dove si trovavano in quel momento. In altre parole, non soltanto un testo come opera dell'ingegno di uno scrittore ma anche un organismo vivo, qualcosa che ha lasciato tracce profonde di una maniera di leggere il mondo e di «ciò che succede quando non succede nulla».

E allora come è possibile tenere insieme quanto di più personale come una biografia e un tentativo oggettivo di descrivere il mondo? Come abbiamo detto, l’intera storia letteraria di Perec si fonda - ma si risolve anche meravigliosamente - su questo paradosso. Da W o il ricordo d’infanzia fino all’inedito in Italia Lieux passando attraverso La vita: istruzioni per l’uso (mai titolo fu più contro-intuitivo), lo scrittore francese rifugge lo spirito talvolta ignavo del flaneur estetizzante e vede la città non come un susseguirsi di eventi storici, di accumuli di epoche o di date ma come il luogo dove la ricerca si compie: che si passeggi senza meta o che si metta in piedi il progetto di una cattedrale della letteratura, così effettivamente potremmo vedere il progetto incompiuto di Lieux, c’è sempre l’esperienza della vita che vibra nelle strade e tra le case. Come l’ultima, ormai impossibile meta - dato che la strada fu demolita negli anni Sessanta - ovvero rue Vilin dove al 24 Perec situa infine le sue origini.

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