Oggi domandiamoci perchè nella cultura antropologica si brucia la Befana
Il termine Befana proviene dal greco Epifania che significa "manifestazione".
La storia della Befana inizia nella notte dei tempi e proviene dalle storie degli antichi riti pagani e sono legati alla cultura contadina con storie magiche precristiane legate al ciclo delle stagioni e al solstizio invernale.
I romani celebravano nella dodicsima notte dopo il solstizio come momento in cui si riaveva la rinascita della natura, la mitologia la vuole volante ed educativa cioè che dona ai bambini buoni e regala carbone a quelli che sono stati cattivi. La Befana è l'evoluzione del personaggio celtico di Perchta. Ma che in tutto il mondo ha nomi dibversi come Bertha in Gran Bretagna, Berchta in Austria e Svizzera, Holda o Frau Holle in Germania e Frigg in Scandinavia. Cosa dire ..è la personificazione dell'inverno. Descritta come una anziana vecchietta con gobba e naso adunco, capelli bianchi spettinati e vestita con abiti poveri come fosse una nonna che viene dal passato.
Diviene mitica alla fine del Medioevo e fu legata alla storia dei tre re Magi.....
Su fb. "La leggenda racconta che i Tre Re, sulla loro strada verso
Betlemme, a un certo momento persero la strada: si fermarono quindi a chiede informazioni finché una vecchietta non indicò loro la giusta via. Gaspare, Melchiorre e Baldassarre la invitarono allora a unirsi a loro per andare a portare doni a Gesù Bambino: l’anziana rifiutò, ma poi si pentì della sua pigrizia. Riempì allora un sacco con tutti i dolciumi che riuscì a trovare e si mise sulle tracce dei Magi, per unirsi a loro verso Betlemme. Non riuscì però a raggiungerli: cominciò allora a bussare a ogni porta, regalando dolcetti a ogni bambino che incontrava, nella speranza che uno di loro fosse Gesù Bambino. Ecco perché, ancora oggi i suoi doni sono soprattutto dolce e caramelle.
La scopa è un accessorio fondamentale di ogni Befana che si rispetti. Della sua origine di vecchietta “volante” abbiamo già parlato: la scopa è però un simbolo che lega la figura di questa vecchietta, dall’aspetto in effetti poco accattivante, a quello delle streghe, perseguitate in tutto il Medioevo e bruciate sui roghi. Il manico della scopa rappresenta probabilmente il palo a cui la presunta strega veniva legata sulla pira, mentre la saggina (che fa da coda alla scopa) rappresenta la catasta di legna che veniva poi incendiata. La Befana, però non è affatto una strega e non associata con le streghe: per questo è sbagliato rappresentarla con il cappello a punta. La vecchietta dal naso adunco e le scarpe rotte, in effetti porta in testa un fazzoletto pesante colorato, o una sciarpa rattoppata, o uno scialle che le copre anche le spalle....."
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