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Riflessioni sulla pandemia

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La cosa peggiore di tutto questo discorso della pandemia, è che "ha preso campo" una narrazione secondo cui "l'esterno" è il pericolo e il nemico. Ci si inventa quindi sempre nuovi modi per "rinchiudersi" al contatto fisico con ciò che è fuori. Questo è l'aspetto più grave e più preoccupante. "Far passare" nell'inconscio collettivo una narrazione di quanto genere, vuol dire lasciare un fardello estremamente pesante nei confronti delle generazioni future. E, questa mi sembra una cosa molto più grave del "conto dei decessi". Da tutte le parti si è accusato di irresponsabilità e di menefreghismo chi "poneva dei dubbi" su come è stata vissuta questa catastrofe. Sebbene ci sia un fondo di verità, perchè la preoccupazione ricorrente ha posto l'accento sugli effetti economici della faccenda, piuttosto che sulle libertà dei/delle cittadini/e, io temo che sia stato altrettanto irresponsabile e menefreghista chi non si è chiesto quale impatto avranno sulle generazioni future le decisioni che vengono prese oggi. E lo dico da "single e senza figl*". Questo ci porta ad un altra cosa piuttosto preoccupante : la storia dimosta che chi baratta i diritti per il pane, finisce per non avere nè l'uno nè gli altri, e questo è uno scambio che in tanti hanno già sottoscritto, per questi tempi di epidemia (e che il resto della popolazione invidia... chi ha avuto l'opportunità di comportarsi così).

Poi, qui in Italia, abbiamo avuto una sorta di " vendetta" del locale sul globale. Sgombriamo il campo da conclusioni affrettate. Contrariamente a quello che comunemente si crede, non tutto il mondo ha affrontato la pandemia con i metodi e i sistemi che abbiamo messo in campo noi. Non c'è solo la Svezia, così come nel mondo non c'è solo "Europa e bacino del Mediterraneo". Non ci sono solo criminali dichiarati come Bolsonaro (benchè si, il suo è un'esempio particolarmente cattivo). Nella maggior parte dei piccoli stati del Pacifico, sigillare le frontiere è stato "il grosso" delle misure anti-Covid. Persino in Australia, dove purtuttavia varie altre misure sono state prese, fino a un certo lockdown la scorsa primavera, si "stà vivendo" il tutto con molta più "rilassatezza" rispetto al "Belpaese" (1). L'esempio della Corea del Nord è controverso, ma provvedimenti "pesanti" come il coprifuoco sono un ricordo dallo scorso Giugno negli Emirati Arabi Uniti, (2) che ad oggi è tra i paesi con il maggior numero di vaccinati pro-capite (con buona pace di chi taccia i paesi arabi di arretratezza). Parlando di vaccini, in Indonesia si è deciso di vaccinare per prima i giovani (3). Quindi, no, non è che "tutti i paesi fanno così" (argomento del resto piuttosto stupido, via ammettiamolo). Ma l'Italia resterà sempre il paese dei mille paesotti chiusi e retrogradi, delle centomila paure e dei milioni di pubblici ufficiali. Rimanere in casa a Trieste perchè ci sono dei morti a Trani (o viceversa) è stato un esempio positivo di altruismo e considerazione, ma dopo la scorsa primavera (quella ricordiamolo, dei droni sorveglia parchi), è stato prontamente abbandonato in favore della logica delle "zone colorate" , considerata "da manicomio" persino da un "pasdaran delle misure restrittive" come il presidente campano De Luca (4).

A livello nazionale si impone però una regola -quella del coprifuoco- che, sebbene "piaccia" un pò a tutti i governi, ha un impatto sulla pandemia di cui è lecito quantomeno dubitare, visto che i locali nottorni sono stati già chiusi, e dato che siamo a Gennaio. Oltretutto, personalmente mi chiedo quanto sia costituzionale una norma, sia pure "d'emergenza" che implementa una discriminazione quantomeno di fatto tra chi un domicilio lo ha e chi no. Introducendo inoltre l'arbitrio delle locali forze dell'ordine e delle altre autorità su se introdurre una detenzione di fatto per chi "non ha fissa dimora" o discriminare ( e su quali parametri) chi è soggetto al coprifuoco e chi no. Ma, il popolo tace, e "chi stà in alto" è felice, o quantomeno: non si pone domande difficili. La prima preoccupazione del governo nonchè del parlamento "nella sua totalità" è "il quattrino", poi ci sono le belle poltrone... Il buon senso, lo sappiamo, è invece sempre sacrificabile...Come gli alberi il cui taglio non è stato postposto nemmeno nei giorni del lock down totale (5). La famigerata TAV, fonte di quattrini per i soliti noti, è invece tra le cose di cui, noi popolo italiano, non possiamo fare a meno, neppure "in emergenza" (6). Però guai a dubitare del raziocinio e della buona fede, alla base dei vari DPCM ...

Dovremo cominciare un pò tutt* a "farci qualche domanda". E a non credere di aver fatto sempre la cosa giusta. Abdicare ad ogni senso critico non mi sembra una "strategia vincente", soprattutto "sul lungo termine"....

Fabrizio Cucchi, DEApress


(1) Su questo ho raccolto la testimonianza di qualcuno che è da poco tornato da lì.
(2) fonte: https://consdubai.esteri.it/consolato_dubai/it/la_comunicazione/dal_consolato/disposizioni-adottate-negli-emirati.html
(3) https://www.ilpost.it/2021/01/13/perche-lindonesia-vaccinera-prima-i-giovani-degli-anziani/
(4) https://www.ansa.it/campania/notizie/2021/01/08/covid-de-luca-ripartizione-in-zone-cose-demenziali_7193ec61-6f41-499b-9233-43397e927ecd.html

(5)https://www.deapress.com/ambiente/24364-lepidemia-non-ferma-qla-grande-guerra-contro-gli-alberiq.html

(6)https://www.notav.info/

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 15 Gennaio 2021 21:54 )  

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