Diario di un quartiere.

Era il 24 febbraio del 1974. Sto ripercorrendo con la memoria la mia vita di ragazzina quando vivevo con la mia famiglia a Firenze in Via Ghibellina. In quel quartiere di S. Croce e nell'intera zona c'erano solo famiglie disagiate, i prezzi erano più bassi e tutto diipendeva dalle vie più abbandonate, vicino c'era il carcere e quindi le genti che vi abitavano avevano avuto esperienze negative. La prostituzione e i ladri abitano in zona: la nostra vera scuola è stata la strada.. Anche le scuole chiedevano la provenienza.
Il carcere era parte integrante del tessuto urbano e tutto - compresa l'economa, girava intorno a quello squallido Istituto.Dato che il carcee e le famiglie erano parte integrante tutto girava intorno ai piccoli furti e la rivendita di cenci e ciarpame vario che permettevano solo la sopravvivenza giornaliera..Ricordare quindi le lotte carcerarie è come rivivere dei film. "Avevo diciassette anni quando mi trovai ad essere partecipe di una insurrezione di detenuti che scioperarono per i miglioramenti di vita e poi saliron sul tetto per esporre i loro lenzuoli con scritto le rivendicazioni." Marina de Montis
Ci trovammo a fronteggiare i poliziotti che ci fecero indietreggiare a causa del tumulto scaturito per l'uccisione di un giovane che si chiamava Del Padrone.Il carcere è stato chiuso negli anni ottanta
In questi anni cinquant'anni il quartiere si è trasformato e da ghetto,(come pure S. Spirito), è diventato festaiolo..
Questga foto l'ho fatta in una cella della Murate .

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