DEApress

Friday
Aug 19th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Che cos'è il carcere. Vademecum di resistenza

E-mail Stampa PDF

 

th_1dd1d6fe940b0becc9a0299f6069644e_carcere_vademecum.jpg

Ci sono molte esperienze, in vario grado “incomunicabili”, ossia esperienze che non possono essere efficacemente descritte a chi non le ha provate. L’esperienza della detenzione è tra queste. Salvatore Ricciardi, il quale è passato attraverso numerose esperienze di lotta per approdare alle Brigate Rosse e per sopravvivere a una lunghissima detenzione senza mai pentirsi nè dissociarsi, nella sua opera “Cos’è il carcere. Vademecum di resistenza”(1), prova a fornire una descrizione del carcere e contemporaneamente a dare a chi legge qualche idea su come sopravvivere psicologicamente a questa esperienza. Lo fa partendo dal suo “ritornare” al carcere da libero, chiedendosi esplicitamente quali siano le ragioni di questo ritorno. Domanda che troverà una sua compiuta risposta solo alla fine del libro, tra descrizioni di esperienze personali dell’autore, citazioni di opere di altri, e lettere dal carcere, di ieri e di oggi.

L’opera procede in modo assolutamente non lineare, alternando analisi, riflessioni, ricordi su temi e “su piani” diversi. Diversi temi ricorrono ciclicamente, vengono proposti per poi venire momentaneamente accantonati solo per ritornare “ampliando il discorso”. Si potrebbe, con una certa libertà descrittiva, paragonare la scrittura del Ricciardi in questo testo, alle opere liriche di Wagner, con leit-motiv che ritornano, ampliati, in chiavi diverse etc.

L’autore al principio analizza la sofferenza e la nozione di “accettabilità” di una sofferenza: “Quanto sia <<accettabile>> una sofferenza lo può decidere solo chi la subisce; ciascuno ha il suo limite che non è misurabile.” (2). Un nodo fondamentale è quello del concetto di tempo, il tempo ha una sua dimensione storica che deve far riflettere sulla transitorietà stessa del carcere, ma che per il soggetto che è detenuto è sperimentato come immobile, anche se si possono individuare dei momenti particolari come ad es. Il momento dell’arresto. Di qui anche il tema del ritorno al carcere: “Ci torni [in carcere] perchè quando ne hai fatta tanta di galera, e le sei stato ostile, tra te e lei si è aperto uno scontro mortale: o tu o lei. E’ una sfida che riguarda tutti i <<bravi ragazzi>> [termine del gergo carcerario che l’autore spiega come definente i detenuti solidali e ostili al carcere] e termina solo con la morte di una dei due.” (3). Un certo spazio è dedicato alle sensazioni fisiche, sapore, odori etc. Alla presenza degli altri, all’udito, alla cura di sè che più avanti nel libro viene quasi presentata come uno strumento di sopravvivenza. “Ma qui, in galera, ogni sensazione si tinge di colori forti. Gli stessi colori del ferro delle sbarre e della porta blindata”(4). In carcere, anche se vivi in mezzo agli altri, sei solo. Solo partendo da questo si può esaminare le relazioni tra detenuti.

“L’unica cura è ancorarsi alla concretezza dell’odio verso il carcere pensando, progettando e producendo rivolte o evasioni. E’ l’unico modo per restare sani, per evitare di essere stritolati dalla galera.”(5). Anche di qui l’esame del carcere procede su diversi piani, tra l’esame del suo ruolo sociale, i rapporti con il mondo “produttivo”, e di nuovo si affronta da più “prospettive” il problema del tempo e dei metodi per sopravvivere all’immobilità di questo in carcere: “Il tempo lo prende in consegna il carceriere”(6). E’ solo quando nel carcere scoppia una rivolta che il detenuto vive un tempo analogo a quello dei non-detenuti.

L’identità soggettiva è data (anche) dalle relazioni; Ricciardi illustra come la detenzione distrugga (almeno in parte) l’identità del soggetto precedente all’esperienza detentiva: “Prima di ogni altra condanna scatta il tempo della degradazione. Prima quella sociale, poi quella individuale” (7). L’autore ritorna poi al rapporto tra il detenuto e il proprio corpo, con uno sguardo quasi da antropologo parla delle auto-mutilazioni, dei tatuaggi, dell’urlo delle rivendicazioni corporee che in carcere diventano dominanti. E riflette (di nuovo) sulla sofferenza: “La sofferenza divide, non è vero che la sofferenza accomuna. Se soffri ti dà fastidio qualsiasi presenza, a meno che non sia totalmente dedicata ad accudirti e confortarti per lenire la tua sofferenza” (8).

Come contrastare l’annientamento? Il metodo implicitamente ed esplicitamente sostenuto dal Ricciardi è la rivolta, sia individuale sia soprattutto, collettiva: “Quando il carcerato cessa di essere ripiegato su sé stesso e, insieme ad altri, combatte la sofferenza che lo isola, inizia un percorso collettivo di contrasto all’annientamento” (9). Poi esistono metodi secondari e piccole regole.

Ci sono differenze tra carcere e carcere: “L’obbiettivo però è lo stesso: debilitare il corpo per sottomettere la volontà”(10). Questo viene perseguito in vari modi ma “anche Gramsci nelle sue lettere dal carcere annotava che il sistema carcerario <<manifesta la sua crudeltà non in efferatezze o sadismi, bensì nel tran-tran burocratico della detenzione, delle piccole vessazioni...>>” (11).

Un’altro elemento importante dell’esperienza detentiva è l’assenza di comunicazione da parte dei detenuti soprattutto verso l’esterno del carcere. E’ il carcere invece che si espande verso l’esterno, mentre una forma molto crudele di tortura carceraria è la “deprivazione sensoriale” impiegata nell’ex Germania Ovest.

Il carcere è uno strumento unicamente repressivo, mai però separato dal resto dello “sfruttamento produttivo”. Conclude il volume un dizionarietto dei termini del gergo carcerario, ma prima di questo, come conlusione, riporto le parole dell’autore che chiudono l’opera: “Ora ho capito il vero motivo di questo ritorno. Sono tornato in carcere per sentire di nuovo il sapore acre dell’odio verso la galera, per esserne di nuovo contagiato, non per portarlo via. [....] Sentirsi liberi di <<sciegliere>> di poter odiare il carcere, e la struttura sociale che lo produce e lo riproduce, è parte fondamentale della lotta per la libertà [.....] L’odio verso il carcere ci aiuta a individuare i veri nemici e lottarci contro. La battaglia contro il carcere va intensificata con la convinzione che stavolta non siano i detenuti a soccombere ma il carcere. Che finisca! Che venga abolito![...]”(12)


Fabrizio Cucchi, DEApress


(1) Salvatore Ricciardi, Cos’è il carcere. Vademecum di resistenza, ed. DeriveApprodi, Roma 2015
(2) Salvatore Ricciardi, op.cit. Pag. 13
(3) Salvatore Ricciardi, op.cit. Pag. 19
(4) Salvatore Ricciardi, op.cit. Pag. 28-29
(5) Salvatore Ricciardi, op.cit. Pag. 39
(6) Salvatore Ricciardi, op.cit. Pag.48
(7) Salvatore Ricciardi, op.cit. Pag. 54
(8) Salvatore Ricciardi, op.cit. Pag. 60
(9) Salvatore Ricciardi, op.cit. Pag.69
(10) Salvatore Ricciardi, op.cit. Pag. 76
(11) Salvatore Ricciardi, op.cit. Pag. 81
(12) Salvatore Ricciardi, op.cit. Pag.97

Share

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 19 Febbraio 2018 18:14 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Fabrizio Cucchi . 19 Agosto 2022
Mentre il Sud della penisola è ancora devastato dagli incendi (i peggiori dei quali si segnalano nel palermitano), l'Italia del centro-nord, così come la Corsica e l'Austria viene distrutta dalla furia dei nubifragi. Danni a Venezia al campanile ...
DEAPRESS . 16 Agosto 2022
Riceviamo e pubblichiamo dal csa Next-Emerson:"Camminata nei luoghi della battaglia per la liberazione di Firenze Nord. Tra il 4 e il 5 Agosto '44 la prime brigate partigiane entrano nel perimetro cittadino provenienti da Sud.L'8 Agosto cade "Poten...
Fabrizio Cucchi . 11 Agosto 2022
In Francia, nella località nota come Landiras, situata a circa 30 km a sud-est di Bordeaux, da due giorni si sta sviluppando un'incendio così terribile che gli stessi vigili del fuoco intervenuti non ricordano di averne mai visto uno simile nel paese...
simone fierucci . 09 Agosto 2022
Si è spento ieri all'età di 60 anni il regista, autore e attore  teatrale Andrea Di Bari. Organizzatore di eventi in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo, è stato uno dei più attivi protagonisti della cultura italiana e nello spec...
Silvana Grippi . 05 Agosto 2022
ONLUS e L'AGENZIA DI STAMPA D.E.A.press COME ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO  AUTOPRODUCONO ARTE, ARTICOLI E FOTOGRAFIE  LAVORANO FREE PER IL BENE COMUNE DEAPRESS HA RAGGIUNTO  ad oggi 5/8/22 ore 12.30 - Tot. visite contenuti:...
Silvana Grippi . 05 Agosto 2022
  RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Al via dal 2 SETTEMBRE la XXIX edizione di FABBRICA EUROPA! · 22 giorni di spettacolo · 12 spazi ·  27 eventi · 11 proposte internazionali ·&...
DEAPRESS . 04 Agosto 2022
    Eccoci nuovamente! Siamo giunti alla sedicesima edizione del concorso "Mediamix", indetto dal Comune dei Firenze con l'aiuto dell'associazione Didattica-Espressione-Ambiente. Anche quest'anno, il Festival ha un sottotitolo "tracce...
Silvana Grippi . 04 Agosto 2022
"PROGETTO SAMIRA" Il Centro D.E.A.onlus Didattica Espressione Ambiente di Firenze promuove il "Progetto “Samira”: vi invitiamo a partecipare con un contributo ai nostri progetti - Banco Posta IBAN IT93 Q076 0102 8000 0002 6574 509 intestato Cen...
DEAPRESS . 04 Agosto 2022
  RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO   "CRACKING ART. STORIES" SI SPOSTA A TRAPANI E MOZIA DOPO IL SUCCESSO A PALERMO Cracking Art. StoriesDurata: fino a domenica 11 settembre 2022Dove: Villa Regina Margherita e Torre di Li...

Galleria DEA su YouTube