
Si sa, la primavera è da sempre un simbolo di rinascita. Ci abitua a riconsiderare i fiori tardivi come unici, esteticamente e per la loro caparbietà di sbocciare.
Stretta tra grandi del turismo come Pisa e Lucca, è Pistoia che questa primavera ha conquistato il titolo di fiore più bello, essendo stata nominata "Capitale della cultura italiana" 2017,riconoscimento assegnato ogni anno dal Ministero dei Beni Culturali per valorizzare il patrimonio artistico e naturalistico del nostro paese.
Grandissimo distretto vivaistico d'europa, la sua passione per il "verde" sottrae alla cementificazione ettari di terreno per destinarli a attività agricole e ricreative, protagoniste di alcune tradizionali manifestazioni previste per l'estate, come "Disegni d'acqua" un percorso espositivo che evocherà con strumenti multimediali i tratti salienti delle trasformazioni del territorio nelle diverseepoche storiche; o il progetto di un quartiere senza auto ad impatto ambientale zero.
Forte della sua tradizione manifatturiera, l'artigianato si conserva nelle piccole botteghe, mentrel'avanguardia tecnologica sviluppa forti innovamenti in campo ferroviario alla velocità di Hitachi, il
treno proiettile Giapponese prodotto a Pistoia.La città sta dimostrando i risultati parziali di un lavoro a lungo termine, con basi radicate nelpassato ma proiettato al futuro. Anche le sue relazioni con l'Europa provengono da tradizioni antiche: Santiago de Compostelaintrecciò relazioni con la città grazie ad innumerevoli pellegrini e visitatori; Ippolito Desideri,missionario Pistoiese in Tibet, è stato il primo europeo esperto della cultura tibetana; TizianoTerzani, scrittore e giornalista d'inchiesta, ebbe la possibilità di girare il mondo, però mantenne durante tutta la vita la relazione con quella che considerava una terra unica; Giovanni Michelucci,uno dei più influenti architetti del XX secolo, Pistoiese di nascita. Sono alcuni dei grandi nomi sui quali gli eventi struttureranno il loro essere.Società civile e comunità cristiana diventano così l'essenza dei gioielli architettonici pistoiesi cheospiteranno scultori, mostre, esposizioni, concerti e tradizioni enogastronomiche per tutto l'anno.Pistoia, durante la Liberazione, si è sottratta alle morse dell'occupazione prima dell'arrivo deglialleati grazie alla sua straordinaria tradizione culturale umanista, quest'ultima sarà il filo rosso dieventi come "La città che scrive", "La città che legge" o "La Cultura ci rende umani" tema dell'ottavo Festival di antropologia che ogni anno riunisce 20000 spettatori.
Allo stesso modo, la musica e il teatro, protagonisti in più occasioni, muoveranno in direzione della contemporaneità come contaminazione, come centralità delle nuove generazioni e come cultura tradizionale; espresse, ad esempio, dalla musica di Jhon Mayall, l'armonica che ha rivoluzionato ilBlues Europeo, o rappresentate dal vagone-teatro adattato a spazio scenico del gruppo teatrale"Gli Omini". In un momento così importante come il G7 della cultura, che si terrà a fine marzo in Toscana,Pistoia assume un'altro ruolo fondamentale dato che investe più del doppio della media nazionalein politiche di inclusione sociale e cultura, dimostrando come queste possono ispirare tutte le altrepolitiche. Si farà portavoce di turismo di qualità più che di quantità.Ci offrirà per tutto l'anno ciò per cui è stata eletta Capitale italiana della cultura: la sua forte identità territoriale che le ha consentito rimanere fedele a se stessa e che la rende un esempio di autenticità per le grandi e piccole realtà artistiche del nostro paese.
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