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Robert Doisneau-Paris en libertè

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Al Palazzo delle Esposizioni di Roma la mostra dedicata al fotografo della Ville Lumière

In una città in cui tutto è in movimento, non è semplice contrastare l’istinto gregario. Bisogna avere il coraggio di piazzarsi in un punto e di restarci immobili: e non per qualche minuto, ma per un’ora buona, magari anche due. Bisogna trasformarsi in una statua senza piedistallo, ed è buffo, in quei casi, vedere fino a che punto si riesca a catturare i naufraghi in movimento…costruirsi, con i mezzi a disposizione, un teatrino e aspettare gli attori. (Robert Doisneau 1984)

In una Parigi brulicante di sagome in carne ed ossa, di motori scoppiettanti, di edifici neoclassici Robert Doisneau si muove nella massa aspettando pazientemente di catturare in un’immagine l’attimo fugace che si apre ai suoi occhi.

Discreto, efficiente, si confonde nel gregge dei pedoni; è parte della scenografia: francese medio, statura media, nessun segno particolare. Solo una macchina fotografica che sotto il tocco dell’artista intrappola momenti impossessandosi e restituendoci “il tesoro che i suoi contemporanei trasmettono inconsciamente”.

Più di 200 fotografie scattate nella Ville Lumière tra il 1934 e il 1991 riunite in una grande rassegna antologica allestita al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 29 settembre 2012 al 3 febbraio 2013.

Dopo aver toccato Parigi e Tokyo,  nel centenario della sua nascita la mostra Robert Doisneau – Paris en Liberté arriva per la prima volta in Italia per iniziativa della Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia, con il patrocinio di Roma Capitale e Ville de Paris.

Un’esposizione che ci conduce nella vita dei parigini, di quegli uomini, donne, bambini che abitano una città senza tempo, si muovono nelle sue strade, solcano in lungo e largo i suoi marciapiedi. Quello che ci regala Doisneau è una Parigi umanista, generosa, sublime che si rivela nella nudità del quotidiano e ci svela la sua verità: il fuggevole bacio all’Hotel de Ville tra i due innamorati stretti in un abbraccio tra il via vai dei passanti; i ragazzi, les mecs parisiens, sul bordo del Pont d’Iéna si tuffano nella Seine sullo sfondo dell’imponente groviglio geometrico della Tour Eiffel.

I bistrot parigini, gli atelier di moda, le gallerie d’arte, le strade del centro costituiscono il palcoscenico sul quale si muovono gi attori catturati dall’obiettivo di Doisneau in un frammento della loro vita quotidiana perché “i gesti della vita delle persone vengono compiuti con semplicità, i volti di coloro che al mattino si alzano presto sono commoventi, ti fanno squagliare di tenerezza”.

Le sue fotografie sprigionano emozioni, sui volti di quegli uomini e quelle donne si modellano espressioni di stupore , di curiosità per un pittore che starà dipingendo chissà che cosa, di gioia, di imbarazzo per un quadro di nudo femminile esposto in una vetrina.

I bambini corrono lungo i giardini della Senna, nelle famose brasserie si prende un caffè e si balla in mezzo alla sala.

Si respira l’aria familiare di un luogo in cui non abbiamo vissuto, abbiamo la sensazione di essere lì, di vedere, a distanza di un secolo, lo stesso attimo che l’occhio paziente e concentrato  di Doisneau ha avvistato e di condividere con lui quel “mondo di persone cordiali e colmo di tenerezza” testimoniato dalle sue fotografie.

“Certi giorni basta il semplice fatto di esistere per essere felici, ci si sente leggeri, ci si sente talmente ricchi che viene voglia di condividere con qualcuno una gioia troppo grande. Il ricordo di quei momenti è il mio bene più prezioso forse perché sono così rari. Un centesimo di ricordo qui, un centesimo di ricordo là sommati insieme saranno due o tre secondi rubati all’eternità”.

La ballata di Pierrette d'Orient,1953

copyright atelier Robert Doisneau

Il bacio dell'Hotel de ville, 1950

cophyright atelier Robert Doisneau

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