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Massimo Barzagli e UFO STORY al Pecci

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Inaugura oggi la nuova stagione espositiva del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, con due progetti di sicuro rilievo storico e artistico: la prima mostra personale dedicata all’opera di Massimo Barzagli, dal titolo “Grandezza naturale” (nelle Sale Espositive) e UFO STORY – Dall’architettura radicale al design globale, lungo e complesso progetto di ricerca e documentazione storica, sfociato in una mostra e pubblicazione.

Massimo Barzagli
Conto le foglie del bosco 2009-2010

Si parte da tre quadri bianchi e si finisce con una mosca. Per poi tornare nuovamente daccapo. La mostra di Massimo Barzagli è incentrata (come la sua arte, d’altronde), sul concetto di “impronta”. Ma come nota il curatore Marco Bazzini, quello di Barzagli è un «procedere per impronta oltre che lasciare una traccia con l’impronta», e non a caso le tre tele bianche poste in apertura saranno lasciate all’intervento del pubblico, delegato prescelto con il compito/onere di imprimere la forma di un fiore sulla tela. E al termine della visita, dopo aver esplorato le impronte di uomini e cose, vegetali e animali, attraverso l’uso delle più disparate tecniche – cito solo, a titolo d’esempio, le impressioni direttamente su carta fotografica, i frottage su A4 o il prato che dipinge se stesso, lasciandosi coprire dalla tela – giungiamo a confrontarci con l’immenso blu del mare, con la sagoma inquietante di un pescecane e il più piccolo ma terribilmente significativo insetto. Da qui la visita dovrebbe tornare al principio, ma già l’avevamo intuito circa a metà percorso, con le due splendide sale gemelle abitate dalle funeree (ma con un finale guizzo di libertà) impressioni di uccelli, e idealmente unite dal calco di una parete, barriera inanimata che proprio nel lasciare un’impronta indelebile, vuole lasciarsi superare.

Ufo - Urboeffimero 6, 1968
Happening degli UFO in Piazza Duomo, Firenze
Archivio Lapo Binazzi – UFO

UFO STORY è invece in primo luogo un libro. O meglio, è la ricostruzione di una storia di “avanguardia radicale”, svoltasi a Firenze tra il 1967 e il 2012 – ma culminata (e in parte esauritasi) con la Biennale del 1978. Il gruppo degli UFO è formato da Carlo Bachi, Lapo Binazzi, Patrizia Cammeo, Riccardo Foresi, Titti Maschietto e inizialmente Sandro Gioli; vi hanno aderito temporaneamente anche Massimo Giovannini, Mario Spinella e Claudio Greppi. Si fecero conoscere inizialmente per azioni di “disturbo delle abitudini sociali” e la loro ricerca, proceduta «di errore in errore», giunse forse a nessun risultato effettivo, sollevando però problematiche ancora oggi attuali. Architetti e urbanisti, gli UFO furono in primo luogo artisti e performer, che si rapportarono con la realtà partendo da due prospettive antitetiche e corrispondenti. La prima, quella “ambientale” in senso esteso, tesa a sottolineare (con azioni e disegni programmaticamente gratuiti o insensati) la violenza apportata da una certa idea “ordinatrice” di progresso urbano; la seconda rivolta a una dimensione più intima (e sviluppata soprattutto dai lavori più tardi di Lapo Binazzi), produttrice di opere di design che «dall’oggetto» passano «alla sopravvivenza». Un messaggio insomma rivolto al futuro. A noi, oggi, che dalle teche di un museo ci scopriamo ancora “sopravviventi”.

Per DEApress, Simone Rebora

 

Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci
Viale della Repubblica 277 - Prato
www.centropecci.it

Massimo Barzagli “Grandezza Naturale”
30 settembre - 2 dicembre 2012
a cura di Marco Bazzini

UFO STORY - DALL'ARCHITETTURA RADICALE AL DESIGN GLOBALE
30 settembre 2012 - 3 febbraio 2013
mostra e catalogo a cura di Stefano Pezzato

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 30 Settembre 2012 11:53 )  

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