
La poliedricità di Stefano Benni era conosciuta. Oltre a scrittore, fu anche giornalista (collaborò con i settimanali l'Espresso e Panorama, con i quotidiani la Repubblica, il Manifesto, e altri), sceneggiatore e drammaturgo, e, addirittura, autore televisivo – celebre il ruolo come "battutista" di Beppe Grillo.
Tuttavia essa diviene chiara non tanto per le forme letterarie nelle quali si cimentò, quanto per le esperienze maturate durante la sua vita. Viaggia molto; prova il cammino universitario, cambiando più volte facoltà; inizia presto a fare l'attore e lavora come abusivo in alcuni giornali. E' qui che la sua carriera prende il volo. In una rivista per la quale collabora (il Mago), viene notato da Fruttero e Lucentini. Donato Barbone lo chiama poi alla Mondadori.
Una parentesi come militare nei Lupi di Toscana – è in questo periodo che scrive Bar Sport. Con i primi soldi in tasca continua a viaggiare molto, mentre coltiva la sua passione per la scrittura, scrivendo in seguito "Terra" e "Comici Spaventati Guerrieri".
Da non scordare la sua indole teatrale, la quale l'ha fatto lavorare, tra gli altri, con Dario Fo e Franca Rame, Angela Finocchiaro, ecc.
Nei generi letterari in cui si è cimentato, Stefano Benni ha sempre attinto dal suo inesauribile serbatoio di fantasia; non solo, ha pure utilizzato la satira per descrivere la situazione italiana negli ultimi decenni.
Muore il 9 settembre 2025 a 78 anni, dopo aver combattuto contro una lunga e invalidante malattia.
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