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Redazionale: Presentazione del libro La Storia infinita di Alberto di Cintio

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Venerdì 14 ottobre, alla chiesa di San Donato in Polverosa, si è tenuta la presentazione del libro La Storia infinita del professore Alberto di Cintio dell'edizioni D.E.A., organizzato dall'Associazione Novoli Bene Comune.


Il libro contiene un'analisi approfondita sulle vicissitudini dell'Urban Center di Novoli, invischiato in una storia ventennale di promesse e speculazioni, nel contesto di un quartiere che ha conosciuto, negli ultimi anni ma non solo, un forte processo di rinnovamento e gentrificazione, trasformandosi da quartiere operaio a quartiere universitario e, in qualche modo, da periferia estrema della città a suo centro commerciale e di consumo. 

In questo conbtesto, la storia dell'Urban Center sembra ancora più paradossale: parte dell'ex centrale FIAT che costituiva il cuore pulsante dell'identità operaia del quartiere, la torre è stata presa a carico da diverse amministrazioni cittadine a partire dal 1994, sempre con la promessa di una riqualificazione dello stabile al fine di rinserirlo nel tessuto urbano. In questi 28 anni, si è assistito al susseguirsi dei vari concorsi e dei progetti presentati, ma anche vedere come molti di essi siano finiti nel vuoto (letteralmente, in certi casi: mancano documenti o attestati che indichino le motivazioni dell'interruzione dei lavori), con conseguente spreco di tempo e di soldi pubblici.

La storia infinita sembra oggi volgere al termine: un nuovo progetto è stato approvato ed oggi è possibile, passando dal giardino San Donato o in Tramvia di fronte il centro commerciale, vedere i lavori in corso. La storia insegna però a covare un sano scetticismo nei confronti del progetto: nonostante le rassicurazioni dell'amministrazione comunale, rimane compito di noi cittadini vigilare affinché siano mantenute le promesse e vengano progettati e costruiti quartieri a misura d'uomo, come suggerito dal presidente dell'Associazione Novoli Bene Comune, Piero Osti.

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Se questo capitolo sta, forse, per venire chiuso, non di meno la sua storia apre problemi di portata generale, concernenti l'urbanistica e la vivibilità stessa della città di Firenze. Occorre chiederci in che modo questi progetti possano inserirsi nel tessuto cittadino, e se essi siano utili a tutta la cittadinanza oppure improntati a una logica di consumo che tende ad escludere le fasce più deboli della popolazione. Abbiamo già visto, nel centro storico, le piazze chiuse e l'aumento spropositato dei prezzi, certo dovuto all'attuale crisi, ma anche a una politica comunale consapevole e trasversale alle diverse amministrazioni, che punta a trasformare Firenze nella città del turismo massificato, una sorta di museo a cielo aperto in cui, però, si vedono passare sempre meno fiorentini.

Se il comune ha scelto di concentrarsi e riqualificare le periferie, occorre che questi quartieri non conoscano la stessa sorte: alla città servono spazi sociali e comuni veri, dettati da un piano urbanistico ispirato a una città a misura d'uomo, capace di accogliere i cittadini di tutte le fasce di reddito, di creare occasioni di incontro e d'inclusione che non siano dettate soltanto dalle regole di mercato, ma anche dalle necessità degli abitanti. 
Si tratta di un'altra Storia infinita, che impone ai cittadini attenzione, osservazione e spirito critico, La storia di una città diventata da operaia a turistica e finanziaria, in cerca di un'identità che oltrepassi quella della bellezza rinascimentale e trovi una nuova via, una nuova identità: coerente con il suo passato, ma lanciata verso il futuro. 

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 17 Ottobre 2022 10:40 )  

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