Prima di iniziare l'articolo, voglio premettere che il mio intento è dare una visione superpartes, oltre a stereotipi politici di parte, analizzando i fatti che le principali agenzie di stampa hanno messo a disposizione dei cittadini.
A Bologna, undici sono in tutto gli indagati, quattro dei quali, rappresentanti dei Si Cobas, rischiano il processo con gravi accuse: associazione a delinquere finalizzata all'estorsione e alla corruzione tra i privati.
I fatti vanno da giugno 2017 a febbraio 2021. In particolare, tra le presunte estorsioni, c'è ne una risalente al 2018, ad Argelato, in cui, "mediante la minaccia" di organizzare proteste davanti al cancello di una ditta, un imprenditore è costretto a pagare quasi 40000 euro ai sindacalisti e ad assumere u n operaio, cugino di un rappresentante del Si Cobas. Altro episodio è quello accaduto tra il gennaio 2018 e il novembre 2020, quando si costringe un'altra società ad appaltare il servizio di facchinaggio al consorzio e a pagare "ingiustificatamente" 14 mila euro ai dipendenti iscritti al Si Cobas e di un altro sindacato autonomo.
Per le difese le accuse sono "fantasiose" partite da soggetti denunciati in passato dal Si Cobas. Per loro questo è "l'ennesimo tentativo di ridurre al silenzio il sindacato "da sempre oggetto di interventi repressivi da parte della magistratura". Inoltre - fanno sapere "Si Cobas" - "non appena sarà possibile il sindacato sarà pienamente a disposizione per chiarire a tutti l'intera vicenda, riservandosi di valutare le eventuali condotte personali difformi dai principi e dai valori che da sempre hanno contraddistinto il nostro sindacato". Fonte: La Repubblica
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