Firenze, Martedì 13 ottobre sarà una nuova giornata di mobilitazione studentesca con il presidio pubblico lanciato alle ore 10 davanti alla sede del DSU Toscana in viale Gramsci. Obiettivo: ottenere un incontro con i dirigenti responsabili dell'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio.
È tanta la rabbia degli studenti che oggi pomeriggio hanno preso parte all'assemblea di Ateneo da cui è partito l'appello alla mobilitazione, indetta presso la mensa universitaria di Santa Apollonia. Si firmano «Studenti e Studentesse contro il nuovo ISEE», proprio come nelle altre città italiane dove è esplosa la protesta contro i nuovi criteri di calcolo che limitano l'accesso alle borse di studio universitarie.
«Non siamo disposti ad accettare nessun tipo di limitazione al diritto allo studio – scrivono nel comunicato finale – ci mobiliteremo per contrastare l'esclusione di 363 alloggiati dalle residenze universitarie fiorentine che dovranno lasciare la casa entro il 15 ottobre». Ma anche contro l'aumento delle tasse universitarie e in difesa di chi, quest'anno, non ha potuto neanche presentare richiesta di accesso ai benefici del DSU (in Toscana il calo delle domande è di circa il 25% rispetto allo scorso anno).
Protagonisti della protesta, oltre ai collettivi auto-organizzati, sono studenti e studentesse provenienti da tutte le facoltà. Soprattutto, l'assemblea ha visto la partecipazione di studenti e rappresentanti di pressoché tutte le residenze universitarie gestite dal DSU Toscana, spaventati dal problema abitativo in cui sono stati gettati da un giorno all'altro. «Non abbiamo ricevuto alcuna risposta concreta da parte di chi dovrebbe tutelare il nostro diritto allo studio ad alla casa – dice una studentessa – anzi non ci hanno fornito neanche informazioni chiare sui tempi per lasciare la stanza. Secondo me hanno voluto creare il caos di proposito per impedirci di reagire».
Alcuni hanno già lasciato la stanza dopo aver perso il diritto all'alloggio, mentre altri vorrebbero restare ma sono spaventati dalla minaccia di dover pagare 26 euro per notte. Alla fine le paure vengono messe da parte: «Non cederemo al ricatto delle sanzioni. Non stiamo infrangendo una regola, la stiamo contestando».
Nei vari interventi emerge, oltre alla rabbia, un punto di vista lucido sui problemi del diritto allo studio e su come condurre la lotta: «Non lasciare la stanza non significa rubare il posto a chi, nonostante tutto, ha vinto la borsa e dovrebbe subentrare. Non dobbiamo lasciarci coinvolgere in una guerra tra poveri ma garantire a tutti i bisognosi il diritto allo studio. Materialmente i posti ci sarebbero, ma molti vengono tenuti chiusi o affittati a pagamento come posti foresteria. Nonostante questo ci cacciano fuori».
Le rivendicazioni si articolano in otto punti: 1) Proroga dei tempi di uscita dalle residenze per gli esclusi senza sanzioni economiche. 2) Apertura immediata di tutti gli alloggi inutilizzati del DSU ed assegnazione dei posti foresteria a tutti gli studenti bisognosi. 3) Reintegro immediato degli esclusi dai benefici del DSU (mensa, alloggio, borsa di studio e contribuzione agevolata). 5) Reintegro in graduatoria degli studenti stranieri esclusi per aver riscontrato difficoltà oggettive nella presentazione dei documenti. 6) Proroga del pagamento delle tasse universitarie. 7) Rimodulazione delle fasce ISEE per l'accesso ai benefici DSU e per il calcolo delle tasse universitarie. 8) Riapertura del bando per la borsa di studio 2015/2016 con le nuove fasce rimodulate.
Ma non è tutto, perché il nuovo ISEE non riguarda solo gli studenti bensì tutte le fasce più deboli della società che si vedranno ridurre l'accesso ai servizi pubblici. Il passo successivo, quindi, è costruire un unico fronte di lotta insieme a lavoratori e famiglie colpite da questa riforma.
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