In questo momento Mutlu Kaya, all’età di 19 anni, sta lottando tra la vita e la morte. Si trova ricoverata in gravissime condizioni in ospedale: qualcuno le ha sparato alla testa mentre si trovava a casa nella provincia sudorientale di Diyarbakir in Turchia. Ancora una volta una donna viene punita per la sua indipendenza: in questo caso la ragazza aveva partecipato come cantante al talent show televisivo Sesi Cok Guzel, nonostante l’obiezione di una parte della famiglia.
Il 30 marzo scorso la ragazza aveva ricevuto la visita della nota cantante turca Sibel Can, che le aveva chiesto di prendere parte al concorso dopo averla ascoltata nei provini. Qualche giorno dopo Mutlu aveva iniziato a ricevere minacce di morte a quanto pare da parte del clan legato alla famiglia paterna: “Quando hanno sentito che avrei partecipato, mi hanno detto che mi avrebbero uccisa. Ho paura” aveva raccontato la ragazza ai responsabili del talent show.

Purtroppo stiamo vivendo una regressione dei comportamenti del genere umano: mentre il mondo va avanti, l’uomo torna a livello di bestia che implica l’aumento di ritorsioni e omicidi contro le donne. I dati nazionali e internazionali che riguardano i “femminicidi” sono esorbitanti e disarmanti.
In Turchia secondo la piattaforma Stop Women Homicides, nel 2014 sono state uccise 294 donne turche, nel 47% dei casi per aver voluto prendere decisioni in modo indipendente. Nel 2015, il numero di donne uccise in Turchia è già a quota 91.
Articolo: Alessandra Giusti
Le ragazze di Diyarbakir: foto scattata durante l'ultimo viaggio in Turchia da Silvana Grippi -marzo 2015-
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