L'agenzia di stampa “Reuters” (http://it.reuters.com/article/itEuroRpt/idITL5E8MS9ZO20121128 ) ha riportato, ieri, la notizia della chiusura, per ordine della procura di Milano, del sito “Avaxhome.ws” , ospitato su un server russo, (così scrive la Reuters, io immagino -dato che non c'è ancora stato nessun processo - che la detta procura abbia semplicemente dato ordine alla polizia postale di oscurare il sito, come normalmente avviene ) non solo per il presunto reato di violazione del diritto d'autore, ma anche con l'incredibile accusa di ricettazione. Sebbene non sia la prima volta che vengano presi provvedimenti censori contro un sito web collocato all'estero, la stravagante accusa di ricettazione è certamente una novità preoccupante nel già fosco panorama dei provvedimenti oscurantisti “di casa nostra” . Vorrei, del resto, sottolineare un altro punto. La logica (nonché la “civiltà”) suggerirebbe di oscurare un sito, particolarmente se ospitato su un server fuori dalla giurisdizione italiana, solo dopo una condanna (e un processo), purtroppo questa non è “la prassi” normalmente seguita... Domina invece "il regime del sospetto" : basta un'accusa clamorosa, (non importa quanto stravagante e probabilmente infondata) per attuare provvedimenti censori...
Fabrizio Cucchi, DEApress
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