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Soweto - Cronaca di un viaggio

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Soweto - Cronaca di un viaggio - 2° puntata di Angela Mori

Soweto e´ una citta' a circa venti kilometri da Johannesburg. Negli anni '70 e '80 e' diventata il simbolo della resistenza contro l'apartheid. Qui sono nate le rivolte piu' accese nei confronti del regime e qui ha vissuto Mandela prima e dopo la sua scarcerazione: la sua casa e' diventata un museo (che purtroppo in questo periodo e' chiuso per ristrutturazione).
Domenica scorsa, a dispetto di quello che dicevano tutti quanti e cioe' che a Soweto bisogna andare con una escursione organizzata, perche' ritenuta pericolosa, io ci sono andata da sola con il minibus. Per un malinteso, l'autista mi ha lasciato lontano da Vilakazi Street (dove si trovano appunto le case di Mandela e dell'arcivescovo Desmond Tutu). Mi sono incamminata pensando di poter raggiungere a piedi quel posto ma ad un certo punto, intercettato un poliziotto, gli ho chiesto quanto fossi distante e se c'era la possibilita' di prendere un altro minibus. "E' molto lontano" mi ha risposto, "salga in macchina con me ed il mio collega" e cosi' con l'auto della polizia sono arrivata fino alla casa di Mandela. Il poliziotto, stupito del fatto che fossi arrivata li' da sola con i mezzi pubblici mi ha detto "ma lo sa dove siamo?", "si lo so, a Soweto" ho risposto, "sa che cos'e' Soweto?" ha aggiunto, "si" ho ribadito. E cosi' ha cominciato ad elencarmi tutta
 una
 serie di atti delinquenziali di cui si puo' essere vittime in quella citta' e che francamente mi sembrano le stesse di cui si puo' essere vittime in qualsiasi grande citta' del mondo che sia  Rio de Janeiro, Caracas o Roma. Probabilmente avra' pensato che mi trovassi li' per caso magari  pensando di trovarmi al Kruger Park tra leoni, facoceri e gnu. Invece sono andata li' per cercare di capire un po' di piu' della fauna umana. Dalla casa di Mandela, che si trova tra l'altro in una zona quasi chic, ho ripreso due minibus e sono andata alla Regina Mundi church. I minibus fanno parte di un sistema di trasporti che piu' o meno si ritrova in tanti paesi al mondo. Sono dei piccoli pulmini che possono ospitare circa una quindicina di persone.In Sudafrica pero' quello che siede accanto all'autista e' il piu' fortunato perche' puo' godere di uno spazio maggiore ma in compenso deve partecipare attivamente aiutando l'autista appunto, nella riscossione dei
 biglietti. Vi e' quindi un passaggio di soldi di mano in mano dalle ultime file fino all'avventizio
 di turno che gestisce anche i resti con professionalita' e competenza. In Sudafrica pero' esiste uno strano codice manuale di segnalazione per fermare un minibus mentre si e' sulla strada: con la mano chiusa e l'indice puntato verso l'alto vuol dire che vai in una certa direzione, se lo punti in orizzontale vuol dire che vai in un'altra. Nonostante alcune persone mi  abbiano detto di fare un gesto piuttosto che un altro devo confessare di non aver capito granche' di tutta la faccenda.
Sono arrivata alla chiesa Regina Mundi proprio nel momento in cui stava iniziando la messa domenicale.La messa era in lingua zulu. Ho deciso di rimanere fino alla fine nonostante non capissi assolutamente niente. Guardavo le persone e mi chiedevo quanti di loro negli anni delle rivolte siano passati dal carcere o abbiano avuto un figlio, un fratello, una sorella, un padre o una madre, torturati o uccisi dal regime. La chiesa Regina Mundi e' stata in passato un centro di aggregazione del popolo di Soweto contro l'apartheid, da dove l'arcivescovo Desmond Tutu ha gridato al mondo i crimini perpetrati dai bianchi contro i neri.
Non ho capito niente di quella messa che includeva anche dei rituali, probabilmente, della cultura zulu ma per due ore ho percepito tanto calore e partecipazione sufficienti a trasmettermi tante emozioni.
Lunedi sono partita per Nelspruit. Da li' pensavo di andare al famoso Kruger Park ma mi sono resa conto che per chi viaggia da solo senza un auto   (come faccio io) i costi per le escursioni sono proibitivi. A Nelspruit ho avuto la definitiva conferma che l'apartheid in Sudafrica esiste ancora. Basta andare nei supermercati della catena Spar: quello del centro, con prodotti nazionali e' frequentato solo dai neri mentre quello nella zona residenziale con anche prodotti di importazione e' frequentato dai bianchi e dai neri benestanti. Ieri mattina ho lasciato il Sudafrica e sono venuta a Maputo in Mozambico. Prima di uscire ho acceso la TV ed ho appreso che un nero e' diventato l'uomo piu' potente della terra.
Angela

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 06 Novembre 2008 12:53 )  

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