Biblioteche e genti del deserto nelle antiche città del Sahara
istitutoeuroarabo.it /DM/le-biblioteche-del-deserto-nelle-antiche-citta-del-sahara/print/ Posted By Comitato di Redazione On 1 settembre 2021 @ 00:07 In Cultura,Immagini
La Mauritania si trova in uno dei luoghigeografici più suggestivi del SaharaOccidentale. Per arrivare a visitare le suemeraviglie abbiamo attraversato territorisperduti, tra altipiani rocciosi con accessiimpervi e affascinanti. Nelle zone diOuadane, Chinguetti, Tichitt e Oualata sipossono visitare i famosi manoscritti delSahara.
Ouadâne è una delle più incantevoli città. Considerata “semi-fantasma”, si adagia sulbordo dell’altopiano dell’Adrar. Le case di pietra del Ksar al Kiali (città vecchia) sembranoprecipitare nella falesia. La parte più alta è dominata dal minareto della nuova moschea,costruita duecento anni fa, mentre all’estremità occidentale, alle pendici della collina, sitrova la trecentesca moschea vecchia.
Fra le due moschee, una serie di edifici chesembrano essere stati ammassati a caso.Attualmente, vivono nella città vecchia solo20/30 famiglie, e come Chinguetti, ancheOuadâne è un centro culturale per le suebiblioteche private che ospitano oltretremila manoscritti.
Chinguetti, la città per eccellenza, che persecoli ricoprì il ruolo di capitale religiosadell’Islam. Il commercio con il Maghreb,l’Arabia e l’Africa nera la rese famosa. NelXVIII secolo, a Chinguetti si contavanocirca una dozzina di moschee. Considerata una delle grandi città sante dell’Islam al paridella Mecca, di Medina e di Gerusalemme, la sua fama va oltre quella di importantecentro religioso.
In questo regno di sabbie e silenzi vi sonociviltà nascoste raccontate in manoscritticustoditi nel tempo in cui la memoria rivesteun ruolo cruciale. Storicamente nota comecittà di eruditi, conserva tutt’oggi bibliotecheprivate che ospitano migliaia di manoscrittie testi coranici, i più antichi dei qualirisalirebbero all’XI secolo.
Questa antica città carovaniera situata nelcuore dell’Adrar continua a essere un libroaperto sul passato religioso, economico eculturale di questa creatura di sabbiaabbarbicata sulle dune. È stata edificata tral’XI e il XII secolo per le esigenze dellecarovane che transitavano attraverso ilSahara trasportando armi, stoffe, cereali elibri dal Nord e sale, gomma arabica,schiavi, oro e avorio dal Sud, dell’erg.
Ouarane regala ai visitatori momenti disingolare intensità emotiva, con il vociaredei bambini in sottofondo, la quiete delleprime ore pomeridiane appesantite dalcaldo e il silenzio etereo delle notti stellateche restano impressi nel cuore di chi li vivecome vecchie foto sbiadite e ingiallite daltempo (patrimonio Unesco, 1996).
Il suo nome è oasi in lotta perpetua control’insabbiamento e l’oblio in cui due città edue anime – la “vecchia” e la “nuova” – sisostengono a vicenda. Al nostro arrivo cipresentano libri redatti su pergamene ecopertine di pelle (anche gazzella)finemente decorate con colori naturali e conmagnifiche miniature, questi tesori dell’oasisahariana – custoditi all’interno di bauli dilegno in balìa purtroppo delle termiti e dellasabbia – sono gelosamente tramandati di generazione in generazione che, accanto atesti di natura prettamente religiosa, conservano compendi di scienza, letteratura,astronomia, diritto e matematica e altri.
Tra questi luoghi della memoria insidiati dalla sabbia e dal tempo, dove è impossibilelasciare impronte, dove l’orma del piede viene rapidamente cancellata dal vento, c’èun’altra biblioteca: la Biblioteca Habbot – fondata nel XIX secolo, casa di Sidi Ould
Mohamed Habbot, esponente di un’antica famiglia dieruditi e mercanti che ebbe un ruolo di rilievo nelladiffusione del pensiero islamico nel Sahara e nelSahel – si distingue nel mondo mauro per la suaampia collezione (circa 1.400 opere tra studi coranici,trattati scientifici, religiosi, storici, letterari e linguistici)in cui è tuttora possibile ammirare la straordinariaperizia dei calligrafi e degli incisori medievali.
Un’altra biblioteca di grande interesse è la fondazioneAhmed Mahmoud che raccoglie circa 500 esemplari eaccoglie il visitatore con un motto della saggezzaafricana del grande scrittore maliano AmadouHampâté Bâ:
«La conoscenza è una fortuna che nonimpoverisce chi la offre».
A Tichitt una architettura unica nel suo genere conriferimenti all’arte sudanese caratterizza i villaggiberberi dove abbiamo incontrato famiglie con libriconservati accuratamente come bambini daproteggere.
Gli Ulema, i Sapienti, si rivolgevano acopisti professionali per rispondere alle richieste diintellettuali e commercianti facoltosi che volevanoacquistare per sé le opere più importanti. Ogni librotrascritto veniva a costare quanto un dromedario. Ilmanoscritto poi passava ad abili artigiani per larilegatura.
Pure a Oualata, nonostante saccheggi e dispersioni,si conservano ricche biblioteche private che, colpassare dei secoli, sono giunte quasi integralmentefino a noi, assumendo un valore inestimabile.
Le città simbolo delle civiltà del deserto,fino alla fine del XVI secolo, poteronorivaleggiare con Timbuctu come emporiocommerciale carovaniero.
Silvana Grippi
Dialoghi Mediterranei, n. 51, settembre 2021
http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/dogon-magia-di-un-popolo-oggi-in-pericolo/
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