DEApress

Monday
May 04th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Teatro: Chiamatemi Kowalski

E-mail Stampa PDF
Chiamatemi Kowalski – Evolution

Scritto e diretto da Paolo Rossi. Con la collaborazione ai testi di Carolina De La Calle Casanova, Emanuele Dell’Aquila, Carlo Giuseppe Gabardini, Riccardo Piferi. I pezzi originali tratti dal repertorio sono stati scritti con Gino & Michele, David Riondino, Giampiero Solari. Aiuto regia di Carolina De La Calle Casanova. Con Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciai e Marco Parenti.

La Kowalski Band è arrivata a Firenze “Grazie all’indulto”, ma è talmente sfortunata da essersi beccata “Gli arresti domiciliari e lo sfratto nello stesso tempo”. Paolo Rossi parte col botto, in questa rassegna delle sue migliori e storiche battute, in cui lascia tuttavia molto spazio all’improvvisazione, come lui stesso dichiara. Improvvisazione sì, e nessuna regola, perché “Siamo integralisti in una sola cosa: integralisti nel rispettare il livello alcolico degli artisti sul palco”.
Lo spettacolo è un caleidoscopio di storie e di battute, di iperboli e di ossimori, come “spacciatore proibizionista” o “ginecologo timido”.
Rossi immagina una fantomatica manifestazione di liberi professionisti che gridano “Potere Notaio!” e “Lotta dura senza fattura!”
Una buona parte del primo atto è occupata dal tentativo di spiegare come si diventa comici o Presidenti del Consiglio, poco ci corre; il metodo migliore è saper sparare “Puttanate cosmiche”, i cui capisaldi sono tre: l’esagerazione, la prontezza della risposta e la creatività.
Ci sono battute sulfuree (”Lo Stato si è insinuato come un cancro nella Mafia”), altre più soavi (”La legge va rispettata in maniera equa: un po’ sì e un po’ no”. Un esempio? Bisognerebbe che ci fossero “Sei mesi di marijuana legale e sei mesi di marijuana illegale. Quando è legale la fumi. Quando è illegale la coltivi”).
La parte finale del primo atto non funziona molto: i ritmi si abbassano, i toni si smorzano, le storie si dilungano fin troppo, ma per Rossi è forse l’occasione per recuperare le forze e ripartire, dopo un intervallo musicale, con la verve iniziale.
Si riprende dall’idea del conflitto come elemento fondamentale dell’arte e del teatro, fondamentale “Perché noi comici avremo sempre del materiale su cui lavorare”; senza conflitto, ci suggerisce, non avremmo avuto Romeo e Giulietta, l’Amleto, o La Divina Commedia; e neppure Peter Pan… Amleto sarebbe stato il figlio di una famiglia industriali piemontesi, si sarebbe chiuso in casa con due amici travestiti, e gli sarebbe apparso il nonno in sogno, che gli avrebbe detto: “Io non esageravo così”.
In fondo è quello che diceva anche Orson Welles nel Terzo Uomo: “In Italia, sotto i Borgia, per trent’anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri: e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e cos’hanno prodotto? L’orologio a cucù”.
Lo spettacolo si chiude con la lettera di Dio dal manicomio di Baden Baden in cui scopriamo che “Dio è sceso dal cielo per moltiplicare le schede degli Italiani all’estero, ma non perché sia di sinistra. Dio non è di destra né di sinistra. E’ sceso solo per ricordare una cosa: che di Dio ce n’è uno solo”.
Paolo Rossi ha dato vita a uno spettacolo poliedrico, divertente, capace di alternare passaggi raffinati a bordate al basso ventre. Un comico capace di esprimersi efficacemente anche nella fisicità e nell’espressione facciale, peraltro ben accompagnato da una banda di bravi musicisti. Un giullare che non dimentica le difficoltà, l’incertezza dell’oggi, lo smarrimento di ambizioni della società contemporanea: ”Mi alzo la mattina e il primo pensiero è di vedere su Televideo se qualche senatore a vita ha l’influenza. Vi rendete conto, mi preoccupo della salute di Andreotti”. E ancora: ”Gli anni ’90 sono stati anni di merda. Ora persino la merda sta prendendo le distanze da noi”.
A questo proposito gli abbiamo chiesto cosa possiamo fare per sopravvivere. Rossi ha risposto a DEApress: “Non lo so, non pretendo di saperlo e non sono io che mi posso permettere di dirlo. Spetterebbe a qualcun altro farlo; e anche se non lo fa, io mi accontento di fare il mio mestiere: il comico”.

Fino a venerdì 9 febbraio al Saschall di Firenze. Lo spettacolo fa parte del programma del Teatro Puccini.

Giulio Gori - DEA

Share

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 08 Febbraio 2007 10:46 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Silvana Grippi . 04 Maggio 2026
Ogni mio lavoro ha la sua genesi nel sentimento ispirato a temi e realtà attuali e scomode e si sviluppa e si dipana su tela come un racconto. Nasce una decina di anni fa come racconto rassicurante del “villaggio dell’uomo”, delle sue memo...
Silvana Grippi . 04 Maggio 2026
PRIMO LABORATORIO DAL 27 AL 30 MAGGIO 2026 IN SALA MARMI PRESSO IL PARTERRE (PIAZZA DELLA LIBERTA' - FIRENZE) CON LA COLLABORAZIONE DEL COMUNE DI FIRENZE QUARTIERE 2. Il LABORATORIO VERRA' SVOLTO DAGLI ARTISTI TUTTI I GIORNI DALLE 16,00 ALLE 19,00. ...
Fabrizio Cucchi . 01 Maggio 2026
Presentazione del libro: "Neanche un filo d'erba. Socioanalisi narrativa di un carcere minorile". Venerdì 8 maggio alla Comunità di base delle Piagge.  
DEAPRESS . 01 Maggio 2026
In mezzo a due delle celebrazioni più importanti del calendario civile del nostro Paese, esce il nuovo numero di “Dialoghi Mediterranei” che dall’attualità muove per ragionare, discutere, dialogare. Viviamo dentro una grande frattura che lacera il te...
Silvana Grippi . 30 Aprile 2026
Fantasia è un film del 1940 diretto da registi vari. È un film d'animazione americano prodotto da Walt Disney e distribuito dalla Walt Disney Productions. È il terzo Classico Disney.   &...
Silvio Terenzi . 29 Aprile 2026
Patrizia De Benedictis“Veleno nel cuore” Tra le pieghe di una città che non fa sconti e dentro le crepe di esistenze sospese tra caduta e riscatto: eccolo il nuovo racconto di Patrizia De Benedictis. Si intitola ;“Veleno nel cuore”... muovendosi...
Silvana Grippi . 29 Aprile 2026
           "Ogni opera di Coccioli ha un senso metafisico che spazia tra il reale e l'irreale proponendo alternanza tra visione e surrealismo. Una passione artistica nata durante il suo percosso progettuale e lavo...
DEAPRESS . 29 Aprile 2026
DEA CORSI  VIA ALFANI 65/R - FIRENZE WWW.DEAPRESS.COM Email redazione@deapress.com   4 Incontri dalle ore 17.00 alle 18.00 (giorno della settimana da stabilire) Acquerelloterapia Scrivi il tuo libro Scrittura immagnifica Crea il ...
Silvana Grippi . 28 Aprile 2026
  "Ho iniziato a dipingere verso l'età di quindici anni per poi interrompere per un lungo periodo dedicandomi ad un altro lavoro. Ho ripreso nuovamente dopo la pandemia: all'inizio per esprimermi dipingevo prevalentemento paesaggi e volti poi...

Galleria DEA su YouTube