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"Uccidete la democrazia"

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Uccidete la democrazia
Film di Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani. Italia, 2006. Durata 92 minuti circa.

Il documentario romanzato, che sta facendo molto discutere in questi giorni, ha tutte le carte in regola per dare un drammatico scossone alla politica italiana. La ricostruzione delle scorse elezioni politiche non lascia spazio a molti dubbi: il broglio c'è stato e inequivocabilmente ha portato vantaggio al partito di Forza Italia. Chi siano stati personalmente gli artefici di questo tentativo di colpo di Stato non è dato saperlo; ma certamente è chiaro chi ne avrebbe beneficiato. Ed è altrettanto chiaro che gran parte della classe politica, di destra e di sinistra, non poteva non sapere e tuttavia ha taciuto.
Il calo delle schede bianche è la prova principale addotta per dimostrare l'esistenza del broglio. Il calo in sé non direbbe molto, ma la sua analisi specifica non lascia al contrario spazio a nessuna diversa ipotesi. Le schede bianche nelle tornate elettorali precedenti variavano notevolmente da regione a regione, andando dal 2-3% a oltre il 10%. Nel 2006 invece la forchetta sta tra lo 0,8 e il 2%. Con una diminuzione proporzionalmente coerente in tutte le regioni. Un dato così pulito, così nitido, non è giustificabile in alcun modo, se non con un intervento esterno.
Inoltre bisogna considerare la questione dell'affidabilità degli exit-poll. Questi sistemi di rilevazione del voto sono talmente affidabili che, in molti paesi a rischio, vengono utilizzati per vagliare la correttezza dei risultati elettorali. Nelle elezioni in Georgia del 2003 Shevardnadze è stato costretto ad ammettere la vittoria di Yushchenko dopo che gli exit poll hanno dimostrato i brogli elettorali. Stranamente gli unici due dati che hanno sforato rispetto alla forchetta proposta in Italia dalla Nexus sono quelli delle schede bianche e di Forza Italia... E casualmente le due variazioni sono inversamente proporzionali.
Deaglio e Cremagnani inoltre ricordano i frequenti viaggi di Beppe Pisanu, responsabile del Viminale e quindi della regolarità elezioni, a Palazzo Grazioli, la casa romana di Berlusconi, durante la fatidica notte dello spoglio elettorale. Ma allora perché la Casa delle Libertà avrebbe comunque perso? Secondo "Uccidete la democrazia" l'ipotesi più credibile è che proprio Pisanu, all'ultimo momento, abbia deciso di sottrarsi al gioco.
L'ultima domanda cui il documentario risponde è il come: Deaglio intervista Clinton Curtis, il realizzatore di un programma informatico semplicissimo, che ha permesso, malgrado le intenzioni del suo creatore, di realizzare brogli elettorali in Florida da parte dei Repubblicani. Curtis spiega che il momento del broglio sta nella fase del trasferimento dei dati (in Italia, tra le Prefetture e il Viminale): è sufficiente che nel sistema centrale sia inserito un programma simile al suo, che i dati che pervengono a destinazione risultano diversi da quelli di partenza, secondo dei parametri preimpostati. Nessuno può accorgersi di questo, ma soprattutto è sufficiente il coinvolgimento di cinque persone per metterlo in pratica.
L'unico difetto del film è che tale vuole essere, per cui, a parti strettamente documentaristiche, ne seguono altre più romanzate. La scelta ci pare non del tutto efficace, visti gli obiettivi così ambiziosi del lavoro.
Adesso non resta che augurarci che saremo in grado di evitare il solito insabbiamento; perché, per chiuderla con Fabrizio De André, ci viene da dire "Prima pagina, venti notizie, ventuno ingiustizie, e lo Stato che fa? Si costerna, s'indigna, s'impegna, poi getta la spugna con gran dignità".

Giulio Gori - DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 27 Novembre 2006 06:12 )  

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