Storico del cinema, docente di teoria e tecnica delle comunicazioni di massa fin dal 1972 presso l'Università degli Studi di Firenze e prima di arrivare aveva insegnato a Cagliari Storia del Cinema. Aveva studiato anche alla Cattolica di Milano di cui raccontava che era ne scappato quasi subito. Nato nel marzo del 1923 e morto il 20 giugno del 2005, la sua passione era il cinema e gli piaceva anche polemizzare con i registi, Ho avuto il piacere di conoscerlo nel 1973/74, dopo aver letto alcuni suoi libri sia sul cinema che su vari argomenti sociali e culturali. Ebbene mi sono formata alla sua scuola umana e contemporaneamente critica.
Tra i giovani era considerato punto di riferimento per il Movimento studentesco e durante il periodo in cui frequentava la sede di Lotta continua divenendone il direttore responsabile, in quel periodico, scrisse articoli in difesa dell'anarchico PInelli e venne denunciato dal commissario Calabresi per i suoi articoli incandescenti. Baldelli in quegli anni studia le basi della comunicazione di massa. Approfondendo i rischi legati ai grandi mezzi di comunicazione decidone di sposarne la causa in difesa delle prime radio e televisioni private e per questa ragione decide di concedere la propria firma di giornalista o anche di accettare la direzione responsabile di alcune testate dell'area della sinistra, prima fra tutte Controradio. E' stato considerato voce libera e trasversale dell' opposizione. Chi frequentava l' università negli anni Settanta-Ottanta ricorda ancora le sue lezioni aperte nell' ateneo fiorentino. Le aule erano piene di studenti di tutte le facoltà anche se lui insegnava alla facoltà di Magistero. Era sua abitudine chiamare in cattedra uomini e donne qualuque e/o esponenti del mondo politico, del della cultura, del teatro e del cinema (da Mario Monicelli a Dario Fo da Marco Bellocchio a Nanni Moretti). In ateneo ha organizzato incontri gravidi di novità: sfilate di moda, eventi musicali e presentazione di libri, importanti come momenti di comunicazione (costume e società).
Giornalista pubblicista, ex parlamentare nei primi anni Ottanta, entrò alla Camera con la lista radicale di Marco Pannella, ma come indipendente (dal 1980 1l 1983). E' stato fra i primi studiosi in Italia a interessarsi delle comunicazioni di massa, a indagarne la fenomenologia. Come avevano fatto anche Pierpaolo Pasolini e Adele Cambria e egli anni incandescenti della morte a Milano dell' anarchico Pinelli difese gli anarchici e fu denunciato, processato e condannato per diffamazione dal commissario Luigi Calabresi, di quelle udienze sono rimasti storici i resoconti firmati da Camilla Cederna. Tra gli scritti di Baldelli, il volume «Informazione e controinformazione» è stato considerato alla fine degli anni Sessanta e in tutti gli anni Settanta, uno dei testi fondamentali sul tema della comunicazione. Mi raccontava che aveva conosciuto a Perugia Aldo Capitini tramite suo padre che lui chiamava (il campanaro) e lo aveva affiancato durante il preriodo delle prime marce per la pace ad Assisi. Studioso attento ai movimenti giovanili e a tutto il nuovo che si affacciava alla società: quando nascono le prime radio e televisioni libere, a metà degli anni Settanta, la casa di Baldelli in via dell' Oriolo a Firenze, era piena di gente: registi, scrittori, giornalisti, giovani pubblicitari interessati a organizzare iniziative legate alle prime radio. E tutti si facevano invitare a cena.
Pubblicazioni
Sociologia del cinema. Pubblico e critica cinematografica. 1963
Film e opera letteraria. 1964.
I film di Luchino Visconti. 1965.
Comunicazione audiovisiva e educazione. 1967.
Politica culturale e comunicazioni di massa. 1968.
Cinema dell'ambiguità. 1969.
Cinema e lotta di liberazione. 1970.
Educazione e cinema. 1970.
Informazione e controinformazione. 1972.
(il testo risale al momento in cui diviene docente di Teoria e tecnica della comunicazione di massa).
Riedito come Informazione e controinformazione. Ediz. integrale. Stampa Alternativa, 2006.
Roberto Rossellini. 1972.
Luchino Visconti. 1974.
Charlie Chaplin. 1977.
Cybercomunicazioni e spazi pubblicitari. 1993.
Nuovi alfabeti e scuola analfabeta. Tempi di cambiamento: verso il 2000. 1994.
Mass media e violenza. 1996.
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