Incertezza per la laburista laica e progressista Julia Gillard alle ultime elezioni australiane; il 70% che ottenne due mesi fa - spiega il quotidiano La Repubblica - non è più determinante. Si apre così una sfida con il conservatore Toni Abott.
Julia Gillard, laureata in legge, avvocato esperta in relazioni industriali è entrata in Parlamento nel 1998. Ex leader studentessa di 48 anni è convivente senza figli e ateista.
Nella sua presentazione elettorale ha promesso di voler rompere con il passato portando l'Australia "avantri, verso il futuro" ipotizzando anche l'esclusione della monarchia.
Evidentemente contrario Toni Abott 52enne, fervente cattolico ex seminarista dall passato di pugile dilettante. Conservatore e da sempre contrario a leggi sulla liberalizzazione dell'aborto, unioni civili e staminali.
Sembra scontato che dalle votazioni verrà fuori un'assemblea dove nessuno ha la maggioranza assoluta.
L'Ausstralia dalla fine della seconda guerra mondiale - con i laburisti al Governo - si ispirò ad una politica di espansione, mirarono ad una partecipazione fattiva alle attività delle Nazioni Unite e diedero sostegno al movimento indonesiano per l'indipendenza.
Nazione di grande senso civico e morale resta tuttavia conservatrice nelle tradizioni: nel 1999 con un referendum popolare, l'elettorato australiano si espresse contro la riforma istituzionale che avrebbe dovuto abolire la monarchia a favore della repubblica, con una percentuale del 55%.
Sembra che l'innovazione e il cambiamento riescano ad istaurare una paura psicologica di estrema incertezza e sgomento. Gran parte del mondo occidentale ne è stato coinvolto determinando nei vari Paesi europei la vittoria elettorale di schieramenti conservatori in eccesso.
Dopo i primi entusiasmi per il "desiderato cambiamento" c'è poi la fortissima tendenza al ripensamento creando nella "zona mondo" uno stallo che si conserva da troppo tempo.
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