In Thailandia le province più povere e turbolente come Yala Narathiwat e Pattani si trovano in gravissima difficoltà a causa della scarsissima pesca che è la maggiore attività economica. Il Governo ha in progetto, per attirare la fauna marina, di dismettere vecchi carri armati arrugginiti e buttarli a mare per facilitare la riproduzione dei coralli e dei pesci. Questo tentativo giunge da precedenti in Delaware negli Stati Uniti, dove sono state gettate in mare di proposito alcune carrozze di metropolitana e la fauna marina le ha subito colonizzate.
Dai biologi, però, arrivano dati contrastanti. Alcuni di essi indicano perplessità e scetticismo: possono rilasciare contaminanti pericolosi che etrano nella catena alimentare dei pesci e dell'uomo.
Mario Sprovieri, geochimico per l'Istituto per l'ambiente marino e costiero del Cnr di Mazara del Vallo afferma: "I carri armati, i vagoni e i cassonetti della spazzatura possono rilasciare contamianti più o meno pericolosi, che penetrano nella catena alimentare al livello del fitoplancton per poi arrivare a concentrazioni sempre più elevate fino ai pesci e all'uomo. Nei nostri mari sono purtroppo presenti numerosi rettili militari e civili per non parlare delle "navi dei veleni" che nessuno ha mai controllato."
I contaminanti dei quali si riferisce lo scienziato sono spesso veleni mortiferi. Le carcasse militari rilasciano iprite - gas impegnato per la guerra chimica - ma anche sostanze di nuova generazione alcune delle quali sconosciute. Altri rottami rilasciano, nel tempo, metalli pesanti quali zinco, piombo e mercurio nonchè idrocarburi e diossina. L'Unione Europea ha bandito queste iniziative per il rischio che non vi siano adeguati controlli una volta rilasciati in mare questi rudimenti.
Altri studiosi come Sarine Manoukian, biologa dell'Istituto di scienze marine del Cnr di Ancona studia gli aspetti virtuosi di questi inabissamenti provocati allo scopo di creare oasi di ripopolamento. La biologa ha appena ultimato un PhD - ammissione a dottorato - su esperimenti, in Florida, effettuati con blocchi di cemento, con una imbarcazione di metallo e con dieci carri armati della Us Army. "Nel 2006 - afferma la biologa - abbiamo realizzato un censimento e ci siamo accorti che attorno a queste strutture gravita una vasta micro e macro fauna di organismi invertebrati che rappresentano le prede di cui si nutrono i pesci."
"In Florida - conclude la scienziata - dove l'area è continuamente sotto controllo sia sotto l'aspetto biologico sia sotto quello chimico-oceanografico non abbiamo riscontrato aspetti ngativi. Speriamo che lo stasso miracolo si riproduca anche nelle calde acque della Thailandia.
Fonte: Web
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