Il suicidio della privacy

Venerdì 13 Agosto 2010 18:35 Riccardo Fratini
Stampa

La tecnologia sempre più avanzata, che ci permette maggiori comodità come fare la spesa con il bancomat, pagare il pedaggio in autostrada con il telepass, scaricare le medicine con la tessera sanitaria dgitale nonchè  codice fiscale, immette queste notizie in microchip memorizzadole.

La grande rete informatica che oggi sembra prendere il sopravvento rispetto all'informazione tradizionale, sicuramente tende ad essere maggiormente apprezzata per la migliore divulgazione in tempo reale in ogni parte del globo. Se Internet è diventato una finestra sul mondo per la sua facilità di comunicazione e accesso alle informazioni, evidentemente questo materiale viene immagazzinato e archiviato da qualche parte. Lo stesso utilizzo di blog, siti Web personali, Facebook, My Space hanno, per poter essere usufruiti, di dati disponibili divulgati volontariamente dall'utenza.

"Tutti questi dati - spiega Steven Rambam, titolare di Pallorium un'agenzia di investigazione privata specializzata in grandi frodi finanziarie e nel ritrovamento di persone scomparse a N.Y. in un'intervista a L'espresso - aggregati assieme valgono miliardi e miliardi di dollari. Google è diventato un business multimiliardario succhiando ogni frammento d'informazione da tutti i database del pianeta e aggregando questi dati per capire chi siamo come individui e cercare di venderci merci".

"Proprio perchè l'informazione è oggi il motore più potente del capitalismo - prosegue l'investigatore - e questi dati sono così prezosi, c'è un incentivo fortissimo a raccoglierli, indicizzarli, analizzarli, sottoporli a forma di intelligenza artificiale per evidenziare relazioni inattese. Che ci piaccia o no, un'infinità di aziende è alla ricerca di nuovi metodi per scoprire e catalogare ogni segreto delle nostre vite.

Steven Rambam conclude: " L'idea che Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, possa essere preso sul serio come paladino della trasparenza in rete è ridicola. Zuckerberg vuole solo far soldi rivendendo i segreti degli utenti del suo sito. Facebook controlla il suo pezzo di ciberspazio con zelo fanatico, è un sistema chiuso che non ammette interazioni dall'esterno. Google nonostante sia un mostro terribile di fronte alla privacy almeno ci offre interfacce di accesso ai suoi dati, ottimi sistemi operativi, può essere navigato in modo anonimo. Non lo fa certo per beneficenza. Ma perlomeno è intelligente e gentile nel suo modo di operare. Al contrario Facebook e Apple si sentono in diritto di porenderci a randellate senza far finta neppure di essere dispiaciuti."

"Questi sono i motivi per cui la privacy tanto illusa è effettivamente morta. I Garanti della privacy sono tigri senza denti."

Internet è destinato ormai ad essere il maggior mezzo di comunicazione delle generazioni future. Per navigare, chettare, utilizzare questo fantastico mezzo di comunicazione ci vengono richiesti i dati per l'iscrizione spesso gratuita e senza dei quali l'uso è impossibile. E' l'inizio di un processo di spersonalizzazione alla quale l'avanzamento della tecnologia può ricondurci ad un sensio di nevrosi collettiva.

Share

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 13 Agosto 2010 23:30 )