Guardando allo scenario del costume politico di questi ultimi decenni, sono sempre più evidenti circostanze di apprezzabile indifferenza verso la sensibilità comune; non si usa distinguere il senso della misura sia negli sfarzi festosi dei ricchi potenti dove, viene ritratta a seno nudo un ministro del gentil sesso, sia di compiacersi in "gesti indecenti", ministri uomini, di fronte ai paparazzi di turno. Non mancano espressioni di scherno nemmeno troppo velate.
Questi episodi, piccolezze, non sono l'espressione - si domanda in un suo articolo a L'Espresso Piero Ignazi, politologo e docente all'Univrsità di Bologna - della mentalità della classe del governo?
L'esibizione del lusso e della ricchezza e la compiacenza del gesto e della battuta "provocatoria" sono elementi costitutivi della cultura politica del centrodestra. Le buone maniere sono irrise dall'esaltazione per le scorribande dei sostenitori del berlusconismo e il privilegio derivato dal denaro ha sempre giocato a favore al centrodestra esprimendo, anche, una simpatia servile e cagnalesca insita nel carattere nazionale.
Nei primi del Novecento erano cresciuti dei ceti sociali privi di rappresentanza dove anche nel socialismo craxiano non si riconosevano. La destra non poteva non approfittare e il populismo berlusconiano ha saputo conquistarsi consensi.
Tutto questo sta giungendo al termine: arroganza agli avversari, disprezzo per la corretta politica, miracoli di miraggi economici hanno destato qualche disarmonia con le necessità dell'opinione pubblica.
Lo schieramento finiano indica che si sta delineando una diversa realtà per interpretare quei ceti sociali alla ricerca di ua nuova rappresentanza che non è più quella dell'illusorio berlusconismo.
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