L'ong “ Survival International” (www.survivalinternational.org) la settimana scorsa ha lanciato l'allarme : la nuova diga in costruzione sul fiume Omo, in Etiopia, non consentirà più di pescare o di coltivare nelle zone vicine... Ancora “cucina italiana”, l'appalto è in mano ai cementificatori di casa nostra (http://www.salini.it/). Tardiva, (è stata riportata oggi dalla Reuters) ma scontata la reazione del governo etiope, che per bocca del portavoce ufficiale S. Kermal, dichiara:"Esperti indipendenti molto rinomati hanno assicurato che la costruzione della diga non deve preoccupare le persone che vivono qua vicino". Inedito è però il riserbo sull'identità dei periti citati (cosa di cui si è accorta anche la Reuters...). Spero non si tratti dei costruttori, e neppure delle varie banche ed imprese che sicuramente...Del resto, l'origine italiana dell'impresa appaltatrice non consente di sperare nulla di buono: dati i disastri che consimili imprese fanno “a casa loro”...Rimane inevasa la domanda su cosa ne pensi chi se la troverà nel giardino sotto casa.
Fabrizio Cucchi, DEApress
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