Sabato, 8 giugno 2010 l' O.N.U celebra la giornata dell'ambiente.
Nonostante i gravi allarmi che si allargano sempre di più, i quali contribuiscono a rendere ancor meno sicuro l'ambiente che ci ospita; dopo tentativi falliti come il Protocollo di Kyoto e il vertice di Copenaghen per la presenza di lobby che ne paaralizzano l'attuazione, ancora una volta siamo alla vigilia di una funzione che è auspicabile non sia solo celebrativa.
Gli ultimi scenari ci vedono ancora impotenti su come bloccare il flusso del greggio nel Golfo del Messico che continua ad uscire ad una stima che va dai 20.000 ai 100.000 barili al giorno.
Il quotidiano La Repubblica di oggi, spiega come l'azione dei Governi di Stati Uniti, Cina e Germania avrebbero indicazioni differenti e risolutive da ricercare tra la vita artificiale, i microsensori e gli algortimi governa-traffico.
Secondo l'oceanografo Ken Lee del Bedford Intitute in Nova Scotia, Canada anche la marea nera in Louisiana sarebbe risolvibile: "Già in natura" - spiega il ricercatore "esistono batteri che divorano il petrolio e lo frantumano in componenti cellulari organici".La dimostrazione è dichiarata da Albert Venosa della Environmetal Potection Agency americana: aiutandoli con dei "condimenti" a base di nitrogeni, fosforo e potassio "il lavoro di questi batteri - conclude lo scenziato - accelera prodigiosamente, riescono a distruggere in un estate il greggio che normalmente eliminerebbero in cinque o sei anni".
Il Paese che ospita le celebrazioni ufficiali è il Ruanda in Africa. Una popolazione dove non mancano i problemi e le difficoltà. Alle menifestazioni devono seguire i fatti!
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