DEApress

Thursday
Oct 08th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

SCIETATEVE GUAGLIU' (SVEGLIAMOCI)!

E-mail Stampa PDF

Il  paese va a rotoli. Loro no, vanno altrove.  Verso altri lidi. Loro no. Ridono e magnano quando gli altri  piangono. Soprattutto. Perché, forse, ridono e magnano sempre. Ma dove andranno? Vanno dove c’è bisogno. Di arrotondare il conto in banca. Di salire sul trono dei lussuriosi per guardare dall’alto. Tutto e tutti. Ed i poveri profani che fanno? Stanno a guardare. Osservano, tra il disincantato ed il disinteressato. Quasi un’anomia collettiva. Ma a ben guardare anche questo guardare non è che sia trasparente.  Opaco. Costruito o precostituito. Indirizzato, verso porti lontani dal centro nevralgico. Un po’come il letto del fiume che trasporta l’acqua dove gli pare, scavando corsi  lungo i quali  l’elemento inodore ed incolore non può che adeguarsi. Un po’come quando i nostri media vengono invasi ed invadono la vita quotidiana di vizzi e vezzi della nostra classe politica.

Siamo nella società del visibile e del gossip, ergo tutti sanno tutto. Tutti vogliono sapere tutto. Tutti si fanno portavoce di un sapere universale. Sempre più razionalità. Sempre meno emotività. Ed il bello è che tutti sanno che tutti sanno. O almeno così pensano di sapere.  Se ci si fa un giro sui network sociali, come facebook, che va per la maggiore, ce ne si può accorgere con spiazzante semplicità.  Una sorta di università del sapere in pillole. Un bignami di saggezza. Una sagra di frasi fatte e di massime prese qua ed incollate la. Festival del qualunquismo. Una gara di visibilità, ma anche di identità. Come se bastasse una frase a poter giudicare una persona. Perché è quello di cui, alla fin fine, abbiamo paura. Allora, tanto vale, rifarsi il look. O almeno dare l’impressione che esso sia da divi dello star system. E al diavolo l’intelligenza collettiva, quella per cui il web 2.0 è nato e cresciuto.

Si ma dipende da come lo si usa. Dicono. Apriti cielo. Se esistono gruppi dedicati anche alla salvaguardia delle zanzare zoppe, si capisce che replicare a tale risposta è abbastanza inutile.

Alla fine diventa una sorta di anestetico, un modo per rinchiudersi nel proprio mondo ovattato, fatto di presunte sicurezze perché costruito su presunte verità. E la conseguenza di ciò è un progressivo estraniarsi dalle cose del mondo e della politica, nel senso macchiavellico del termine. Un anestetizzante digitale. E intanto la storia passa accanto e nemmeno ce ne accorgiamo.

Nel frattempo al senato passa una legge sulla costruzioni di centrali nucleari in Italia, vengono stoppate tutte le trasmissioni politiche di mamma RAI, vengono avanzate proposte per abbassare le pensioni, si riforma il sistema scolastico. E tutto questo passa quasi in sordina. Finanche preceduti, nei tg, da notizie, ben più importanti come la spartizione del patrimonio del signore di Arcore. Mentre c’è chi, dal comodo di casa, si unisce in gruppo per salvare la medusa rosa dall’estinzione.

Feste e festini, massaggiatrici disponibili ed ameni intrighi di palazzo vengono proposti ed imposti. Quasi sempre, a farci ben caso, in momenti delicati, dal punto di vista decisionale, dal punto di vista dell’interesse collettivo. Eventi sbattuti in prima pagina in maniera strumentale e funzionale a scopi poco chiari. E se gli scandali delle donnine di corte, o dei politici attratti dal piacere della carne, sia un modo per mascherare e far passare di sguincio questioni e decisioni ben più importanti?  Un modo molto fine di distogliere lo sguardo? La quasi totalità dei personaggi coinvolti ne è uscita pulita da tali inchieste. Come dire tanto rumore per nulla. E se fosse solo fumo negli occhi? D’altronde lo sanno bene i teorici dell’informazione cos’è il potere di agenda dei media, in grado di dire alla gente intorno a quali temi pensare qualcosa. L’ordine gerarchico con cui vengono proposti  diviene il termometro con cui, di conseguenza, la gente misura il grado di importanza dei temi. Se passa come prioritario la moria di api o le operazioni di mastoplastica di insipide figliole, è logico pensare che la gente tenda a dare importanza, rilevanza e discussione a questa tipologia di temi. Se poi, si toglie anche il contraddittorio ad un mese dalle elezioni regionali, lasciando aperto solo il pollaio di casa propria, allora siamo proprio alla frutta. Oggi la vita accade perché la si comunica e la vita comunicata è quella che viviamo. Ed, in tutta onestà,  viviamo in un melma fangosa. Quel fango che loro, diretti verso altri lidi, ci stanno buttando addosso, offuscando la vista ed il pensiero. Facendoci passare certa cultura, leggiadra, disimpegnata, perché, a parer loro, la gente questo vuole. E così l’intelligenza viene certificata da Scotti,  il sesso da Camilla di MTV, le coppie si consacrano alla presenza della De Filippi, l’economia si confonde nelle poche famiglie del capitalismo italiano, la politica è quello dei salotti di Vespa. Se la cultura è un modo di fare le cose, ed è questo il modo di fare le cose non c’è da meravigliarsi se nessuno storce il naso di fronte alla possibilità, nociva e poco chiara, di costruire centrali nucleari in Italia. Non è questione di poco conto. Non’è solo questione politica. E’ in gioco il futuro di noi giovani, sempre più indefinito, proprio in virtù di questo modo di pensare prima e di agire poi, che ha dato e da la possibilità di decidere per noi a chi a noi dovrebbe dar conto, ma che, invece, al di là di una logica di breve periodo non sa andare. Di una logica, che declinandosi ovviamente in mitologia del guadagno, pure ha portato alla crisi economica attuale, con tutti gli annessi e connessi. Di una logica che non solo stenta a garantire un presente lavorativo ma anche un futuro previdenziale. No lavoro. No pensioni. No crescita. No sviluppo. Pochi hanno un lavoro. Pochissimi avranno una pensione. Intanto si fa la caccia indiscriminata alle streghe africane, immigrate, che pure garantiscono crescita demografica, economica, fiscale e previdenziale. Non solo lavorano dove gli italiani non vogliono lavorare, ma, in media, sono anche più giovani e più fertili dei colleghi italiani. Fate vobis.

Le vacche, ormai, sono state munte. Di latte ne è rimasto veramente poco.

Per evitare che il nostro futuro diventi la preistoria dell’uomo credo ci sia un’unica strada. Investire ed investirsi in cultura. Sfruttare l’intelligenza collettiva. Osare la speranza.

 

 

Share

Ultimo aggiornamento ( Domenica 14 Febbraio 2010 13:17 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Antonella Burberi . 07 Ottobre 2026
riceviamo e pubblichiamo Notizie dagli Archivi VERSO IL MUSEO ALINARI. CONVERSAZIONI Cinque appuntamenti con i protagonisti del progetto museologico per immaginare il futuro degli archivi fotografici e dei musei Villa Fabbricotti 8 ottobre – 14 ...
Antonella Burberi . 07 Ottobre 2026
Broken. Il potere del frammento   Firenze, Palazzo Strozzi 25.09.206 24.01.2027 Un viaggio nella storia della scultura: dall’antico Egitto alla Grecia classica fino a Michelangelo, Auguste Rodin, Louise Bourgeois, Francesco Vezzoli e Danh Vo...
Giosuè Boschi . 05 Ottobre 2026
DISPLACEMENT Luoghi, rappresentazioni e appartenenze nell'arte contemporanea iraniana Palazzo Medici Riccardi, Galleria delle Carrozze, Firenze Dal 10 ottobre all'11 novembre 2026 A cura di Merry Razavi ed Elaheh Rostamian   Artisti: Arash Mona...
Giosuè Boschi . 05 Ottobre 2026
NESSUNO ESCLUSO Christian Tasso In dialogo con il progetto laboratoriale “Autoritratto Emotivo”Una mostra fotografica sulla diversità 2 ottobre – 8 novembre 2026 I Casalini, via del Gonfalone 29, Foligno ____________________________ ...
Giosuè Boschi . 05 Ottobre 2026
Galleria Immaginaria  Via del trebbio 14\r, Firenze inaugura Dialogo con la materia Un viaggio attraverso la scultura contemporanea EVENTO SPECIALE DELLA SER...
Antonio Desideri . 01 Ottobre 2026
Giornalista e geografa, Silvana Grippi porta avanti da decenni un progetto che va ben oltre il reportage: i suoi scatti di viaggiatrice restituiscono dignità, voce e volto a popoli spesso invisibili agli occhi dell'Occidente. Dai campi profughi sahra...
Sara Bonafè . 30 Settembre 2026
  Paolo Francesco Gherarducci, per gli amici Paolo, nasce il 5 maggio 1942 a Collesalvetti, vive nella fiorente cittadina di Firenze, e negli anni ottanta inizia a dedicarsi alla scrittura,  dopo aver passato un brutto periodo in cui si è analizzato...
DEAPRESS . 29 Settembre 2026
Riceviamo e pubblichiamo:"Alla Casa delle Donne di Firenze una settimana tra formazione, letture, arte e pratiche condiviseDal 28 settembre al 1° ottobre nuovi appuntamenti alla Casa delle Donne, mentre prosegue il lavoro di autoformazione delle real...

Galleria DEA su YouTube