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Il pericolo del presente

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Mai come oggi stiamo attraversando un lungo periodo di insicurezze e di mancate promesse da parte di Istituzioni ad una efficace risposta alla crisi che attraversiamo.

Nonostante si venga spesso rassicurati che in Itallia andiamo meglio che in altri Paesi, la disoccupazione cresce, il potere d'acquisto diminuisce sempre più, si vuole abbassare l'età scolastica dove invece dovrebbe essere perentoriamente obbligatorio aumentarla per dare modo a tutti di porsi ad un livelo culturale rispettabile. Sembra che, al contrario, la volontà politica voglia riportare basso il livello d'istruzione di massa tornando così a privilegiare la cultura dei ricchi prevedendo una futura classe dirigente d'elite.

Sembra ci sia una volontà politica a tenere basso il livello di occupazione tornando ai privilegi e alle raccomandazioni.

E' presente un'angosciante preoccupazione  per il posto di lavoro che dove manca resta sempre più difficile ottenerlo e dove c'è resta sempre più difficile mantenerlo.

Da mesi ormai le ditte sono in chiusura, i licenziamenti sempre in agguato, le casse integrazioni sono diventate periodiche per tentare di evitare gli esoneri.

Il sindacato che dovrebbe essere il difensore del lavoratore, rimane impassibile a certe realtà limitandosi a non fare niente di sostanzialmente costruttivo per la parte lesa oberato da impegni per trovare accordi con la classe dirigente che non servono a chi si trova nel bisogno.

Gli anni '70 del secolo scorso sono stati pieni di innovazioni, di acquisizioni dei diritti fondamentali ma se ne parliamo oggi, spesso veniamo tacciati di fare della dietrologia di tempi ormai scaduti.

Le ideologie sono spesso rinnegate tacciate di seguire un ideale che ormai non è più "di moda"; è forse la moda del'indifferenza e della rassegnazione le quali ci pongono in uno stato di letargia pericolosa, colpevole e inamissibile.

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 10 Febbraio 2010 02:50 )  

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