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Sulle recenti polemiche....

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Da non molto è uscito un'interessante libro per le edizioni "Manifestolibri", collegate all'omonimo giornale: "Il ritorno delle croci", di Clara Gallini. Si, "il ritorno" perchè come spiega l'autrice, croci e soggetti appesi, in Italia e a Roma, "non sono "da sempre lì"."Retituzione" (continuo a citare, poco più avanti) "fu il termine correntamente impiegato tra il 1922 e il 1926 - gli anni della scalata del fascismo al potere- per indicare la natura di un gesto, che implicava l'idea che ci fosse un mal-tolto da far tornare nella piena legittimità." Un condivisibile anticlericalismo aveva precedentemente segnato large fasce del risorgimento italiano.
Ad esempio, non ricordate i versi del Carducci nel suo "Al beato Giovanni della Pace" (Juvenilia, Libro V), del resto scritto in un momento storico abbastanza dissimile dall'attuale?

"Cristo par sia riportato
Fra'bagagli di Radeschi,
Su l' altare appuntellato
Da le picche de' Tedeschi.
Convertì la baionetta
Questa terra maledetta."

Oggi siamo ben lontani dall'anticlericalismo dei primi tempi del "Regno d'Italia" e quindi, per "rimuovere" si è dovuto aspettare l'Europa... Nessuna speranza al proposito: purtroppo presto o tardi il nostro governo farà qualche miracolo per rimetterlo sui muri. Il cristianesimo, sia pure in declino come religione, è,  parte dell'attuale ideologia dominante. Non ci credete? Date un'occhiata al nostro Codice Penale...e vi accorgerete come i concetti, le idee di stampo cristiano-cattolico, siano state assorbite (e nel modo peggiore). Un esempio tra i tanti: la Costituzione dice  che le pene devono rieducare. Per che cosa rieduca l'ergastolo? Come mai si rieduca con la clausura? O al limite, con il lavoro? Tutto ciò, sebbene "mal comune" è assolutamente indegno di uno stato che si professi laico...E taciamo qui delle multiformi ingerenze del clero cattolico...Ma si parla di "radici comuni". Personalmente dissento...Seguendo lo stesso ragionamento dovremo metterci qualche simbolo pagano, oppure ebraico o addirittura carbonaro...Poi si cita il suo significato. Anche qui, non posso essere d'accordo. Magari fosse preso nel suo significato di ribellione (la croce come pena per ribelli e malfattori)! Nulla di tutto ciò. Invece è il  contrario: simbolo di una necessità e  universalità del dolore e della sofferenza- che assolutamente io rigetto. Che viene sottolineata per asservire. E ci sono delle necessarie ragioni storiche perchè esso è letto in questa chiave. Il fascismo, con il concordato, ufficializzava il rapporto simbiotico tra poteri forti. Sarebbe bene il caso, di toglierne almeno i segni del peggior gusto (cadaveri e simili).... Almeno una volta che l'Unione Europea svolge una funzione civilizzatrice....Diamogli retta!

Fabrizio Cucchi, DEApress

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