Il fenomeno di facebook è
cresciuto a dismisura negli ultimi mesi anche in Europea e nel resto del mondo.
Facebook è stato fondato da Mark Zuckerberg nel 2004; oggi il signor Zuckerberg
è il più giovane multi-miliardario del mondo, ha solo 25 anni. Si stima che facebook
abbia un valore di circa 15 miliardi di dollari.
Ma la questione non è questa, se
una persona ha una trovata geniale è giusto che venga ricompensato, quindi
niente invidia, anzi solo lodi e complimenti. Il problema è che il social
network possiede una banca dati di oltre 200 milioni di persone: nomi, date di
nascita, gusti musicali, letterali e cinematografici. Uno studio di
un’università inglese ha affermato che è sufficiente avere i dati di un
iscritto con otto amici per arrivare a scoprire i dati di altre 250.000
persone. Essendo facebook una comunità gratuita (basta avere 13 anni per
potersi iscrivere) com’è possibile che abbia un valore monetario cosi enorme?
Come guadagna i soldi per pagare più di 700 dipendenti e una bolletta elettrica
da più di un milione di dollari al mese? Facebook permette alle imprese che venga fatta una pubblicità
mirata ai vari gusti delle varie persone. Pensare che un singolo spot di 30
secondi alla tv costa cifre esorbitanti e non riesce comunque ad essere cosi
ben indirizzata al pubblico; durante i cartoni animati vengono mandati in onda
spot di giocattoli e durante le partite di calcio spot riguardanti prodotti per
lo sport. Però oltre a questo non è possibile fare altro. Con facebook invece
si; una persona interessata ai viaggi vedrà apparire sul proprio schermo
offerte scontate di voli last-minute, mentre nello stesso istante un’altra
persona attratta dal cinema vedrà la pubblicità del film in uscita del suo
attore preferito (guarda caso). Sono convinto che uno strumento come facebook
possa essere realmente utile per ritrovare vecchi amici persi, rimanere in
contatto e condividere foto e idee. Sono però anche convinto che tantissime
agenzie investigative hanno interessi enormi per un archivio come quello di
facebook; non dimentichiamoci che una volta inseriti i nostri dati, diamo ad
altre persone la possibilità di sapere tutto quello che vogliamo condividere, e
questi dati oltre a venire continuamente aggiornati, non vengono più
cancellati. Sembra di essere i protagonisti di 1984 di Orwell, un Grande
Fratello che spia tutti e sa i nostri punti deboli una volta arrivati nella
Stanza 101. Non sto lanciando un boicottaggio, sto cercando di capire perché
tanta gente mette in rete la sua intimità più profonda quando fino a ieri era
in piazza per promuovere leggi sulla privacy. Tanta gente che ha migliaia di
amici “virtuali”, ma durante la giornata non ha parlato con anima viva. Sembra
che conoscere qualcuno per strada o in un locale affollato sia una cosa
all’antica, sembra che se un evento non è pubblicizzato su facebook allora non
esiste. È (era?) bello salire su un treno, entrare in uno scompartimento con
altre 5 persone e scambiare due parole; oggi in uno scompartimento c’è un
silenzio assoluto e le persone sono attaccate al computer. Non credo sia la
stessa cosa.
Però chissà, forse mi sbaglio e il problema sono io che non mi voglio adattare al Nuovo Mondo.
Matteo Ghetta
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