Dopo cinquant’anni dalla mostra alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, la pittura dei macchiaioli torna ad affascinare la capitale, con un’esposizione che ripercorre la nascita e gli sviluppi di una corrente artistica che rivive, oggi come mezzo secolo fa, un momento di grande interesse da parte della critica.Dopo un iniziale scetticismo da parte della critica, che vedeva nella pittura macchiaiola una variante provinciale della più nota corrente impressionista, (il termine macchiaioli venne coniato infatti con chiaro intento spregiativo) il gruppo artistico nato intorno al fiorentino Caffè Michelangiolo, ha gradualmente conquistato l’approvazione del pubblico e dei critici stessi. Così dopo centocinquanta anni, alle opere di Fattori, Lega e co. È stato finalmente riconosciuto il merito di aver iniziato il percorso verso il rinnovamento dell’arte del novecento. A metà dell’ottocento infatti, i macchiaioli diedero inizio ad una nuova rappresentazione del vero: scene comuni tratte dalla vita quotidiana dei campi, paesaggi rurali che quotidianamente venivano colti dall’occhio dell’artista che riusciva a ritrarre attraverso pochi tratti, macchie appunto, i gesti e le forme della natura e dell’attività umana. Dei momenti, dei volti che ad osservare bene alcune realtà, è possibile ritrovare anche oggi. La magia della pittura dei macchiaioli è proprio questa: avvicinare e coinvolgere l’osservatore nella rappresentazione della realtà, offrendogli un ritratto che man mano va a degradare verso un naturalismo estremo. Questo è il percorso della pittura dei macchiaioli, che la mostra “I Macchiaioli. Sentimento del vero”, presenta articolando l’itinerario in otto sezioni: un passaggio graduale dalle innovazioni artistiche di metà Ottocento verso la creazione di una forma d’espressione in cui tradizione e rinnovamento trovassero una ideale fusione artistica.
Organizzata da Francesca Dini in collaborazione con la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti e alcuni collezionisti privati, la mostra resterà a Roma fino al 3 febbraio 2008. Il sito è lo straordinario Chiostro del Bramante: un rigoroso gioiello rinascimentale che accoglie nelle sue stanze una delle più importanti avanguardie europee moderne.
Daria Quaranta - DEApress
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