P.77 - Vecchi ricordi

Mercoledì 19 Dicembre 2007 14:36 Silvana Grippi
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Sta per finire l'anno e vorrei ricordare con poche parole il millenovecentosettantasette che ha rappresentato per me un momento formativo importante. Sono passati molti anni da allora ma ricordo ancora il giorno che fu aperta l'agenzia di pubblicità P.77 - era stata voluta da Telelibera Firenze - e serviva a regolare il flusso pubblicitario di Tele e Radio Libera Firenze. Prima di lavorare con la televisione avevo già lavorato in un'agenzia pubblicitaria cinematografica: la Opus Proclama. Mi occupavo di segreteria in generale e ogni tanto mi facevano inventare uno slogan per le pubblicità, preparare gli articoli per il giornale pubblicitario "Orizzonte" (ogni articolo era finalizzato alla presentazione pubblicitaria delle attività o dei negozi - e ciò mi divertiva).
Quando arrivai in televisione chiamata dal sig. Mauro Ballini - amico del precedente datore di lavoro - portai con me il palinsesto di TeleMontecarlo che servì come traccia per studiare come creare una televisione alternativa. Il mio lavoro diventò quello di compilare il palinsesto dei programmi e inserire la pubblicità. Non esistevano computers e tutto veniva fatto a mano. Facevo i cartellini grafici (fondo nero escritta bianca con i trasferibili), mi occupavo dei colloqui con il personale da assumere, dell'arredamento della sala riprese, facevo le diapositive per le diavive e le code per i filmini delle agenzie milanesi ma tutto ciò finì nel momento in cui nascque la P. 77.
Tutto diventò più razionale-organizzato-professionale, dunque una persona per ogni servizio e così fui spostata a fare la fatturazione per i clienti per la collega ragioniera che nel frattempo era diventata l'amica del capo. La mia stanza era una cucina dismessa e un telefono mobile che il capo usava guidando  la macchina venendo a Firenze. Un bel giorno mandai tutti a quel paese.........Questa è una parte della mia storia personale di cui potrei raccontare tanto altro ancora, un periodo lontano e pieno di situazioni. Mi interrogo spesso se serve raccontare e forse è meglio stare zitti - troppe testimonianze - e non serve l'esperienza passata. Oggi è tutto diverso, il mio sentire non è come quello dei giovani di oggi. Sono cambiati gli ideali, le prospettive, e la storia continua.  

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 22 Gennaio 2008 15:48 )