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Genti Rom a Firenze

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Ho ritrovato un mio vecchio articolo (fine anni novanta) che riporto qui di seguito

 Rom ai margini delle città
Da anni lavoro per capire meglio la geografia umana, alla ricerca dell'inenarrabile fino al rifiuto della  logica per un'analisi dell'illogico. L'urbanizzazione attuale esclude i senzatetto ed emargina i disadattati. Ogni città ha inventto la sua periferia ed è lì, nel "luogo provvisorio" per "gente provvisoria" che vengono emarginante le genti Rom. In Italia e in particolare a Firenze si può dire che ai suoi margini si sono formati dei nuclei di vita differenti per cultura e abitudini, i cosiddetti cittadini di serie C ed oltre. La popolazione rom è cittadina del mondo, senza nazione, con molta storia e poco futuro. Per loro l'incontro con la città è problematico; Istruzione, servizi sociali, obblighi, controlli, diritti negati. Questi sono slo alcuni dei problemi che si presenano ai loro occhi all'arrivo in una città. Nel campo sosta, tutto è spersonalizzato, non c'è il rapporto con la natura, non ci sono gli alberi. Ci sono però tanti problemi per la sopravvivenza quotidiana, i preegiudizi, le schedature, c'è però molto assistenzialismo, ma manca l'essenziale: la libertà. I campi sosta stanno diventando, sempre più, riserve in cui le varie etnie sono relegate: guardandoli ci si accorge di quante differenti composizioni si trovano fra loro, e con contrasti, paure e diffidenze: appartengono alla categoria nomade' seminomade? oppure sono alla ricerca di territorio per diventare sedentari?
Noi gage' abiamo usato l'integrazione forzata e l'eliminazione fisica durante il nazismo (500.000 zingari uccisi di cui nessuno parla) ed ora questi campi sosta umilianti, senza acqua e gabinetti, fino ad ieri senza luce.
Il loro patrimonio culturale attraverso i secoli e le varie migrazioni si è quasi smembrato, solo pochi anzini raccontano del pasato, che è quasi sempre una fuga per un posto migliore.

Rileggendo quello che avevo scritto mi sono accorta di quanti cambiamenti sono avvenuti e ho fatto delle riflessioni sul concetto di " gente" o "popolo", su campi sosta, sulle cittadelle del Poderaccio e l'area residenziale dei Guarlone. Luoghi che abbiamo voluto e lottato perché "loro" li avessero a Firenze. Trascurndo altri immigrati che riuscivano in qualche maniera ad adattarsi e integrarsi silenziosamente.
Lo scenario del 2000 cambia ed abbiamo avuto altre emergenze, altri "stranieri", altri "diversi", altri "poveri" e come sono stati affrontati questi nuovi problemi sociologici ?

Sono ritornata negli stessi luoghi Poderaccio e Olmatello e cosa ho trovato?

Nel frattempo alcuni si sono islamicizzati altri sono diventati cattolici e altri ancora si sonoi avvicinati ai Testimoni di Geova, ed altro. Questo perché il bisogno di fede e speranza di cambiare è molto alto.Molti hanno avuto le case popolari e il lavoro. Ma sono arrivati i rom rumeni e la situazione e nuovamente in subbuglio. Cosa si può fare? Questa domanda apre spazi infiniti e purtroppo Firenze ha risposto a questa nuova emergenza con i "fogli di via" così il problema per ora è stato allontanato fino alla prossima ondata.
Ma quanti poveri disgraziati abbiamo sotto i nostri ponti? Guardate dentro le scatole di cartone anche in pieno centroo (dietro la Rinascente, in Piazza Brunelleschi, in Piazza SS. Annnunziata, ogni rientranza fa da campanna).

 

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 29 Novembre 2007 12:36 )  

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