DEApress

Wednesday
Oct 28th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Ciarle Politiche

E-mail Stampa PDF
La dilagante incultura di governo rischia di portare il Paese in un vicolo cieco. Quello della demagogia xenofoba e dell’autoritarismo da emergenza perenne. Che si tratti d’immigrazione, di criminalità organizzata, di violenza negli stadi o di giustizia penale o civile, la sequenza degli esempi tipica dell’Italia politica è sempre la stessa. Il ceto di governo e  i suoi gregari nell’opinione pubblica mancano tuttora di quella inclinazione verso la conoscenza minuta, umile, dei fatti, delle cifre della vita associata su cui si costruiscono le politiche sociali dei paesi democratici avanzati. L’ignoranza domina sovrana, e viene perciò sostituita dall’ideologia e dal pregiudizio. Guardiamo all’ultima emergenza della serie. Invece di chiudersi come è stato possibile che un flusso delinquenziale interno ad una comunità di emigranti onesti e abituati al duro lavoro abbia colto alla sprovvista l’apparato della sicurezza pubblica più vasto e capillare d’Europa (i 300mila e più membri delle forze di polizia italiane), si è rincorsa la xenofobia da quattro soldi. Quasi nessuno ha evocato l’imbarazzante realtà della disorganizzazione di questo apparato pletorico e sotto retribuito, che invece di essere presente, viste le dimensioni, in ogni angolo dello spazio pubblico del paese, sembra essere inesistente proprio nei luoghi e nei tempi del massimo bisogno. Le stazioni dei carabinieri sono ormai un mito sbiadito, i commissariati di polizia sono luoghi di smistamento di pratiche che dovrebbero competere ad altri, e la Guardia di Finanza si allontana sempre di più dalla sua vocazione specialistica. Mentre la ploriferazione di pseudo-polizie, semi polizie, simil polizie pubbliche e private sta solo aumentando la confusione e lo sconcerto dei cittadini. Invece di localizzare precise responsabilità a proposito di chi ha consentito la disseminazione di accampamenti rom e baraccamenti precari e privi di servizi in varie parti della capitale, e di chi non ha controllato né prevenuto, si è gettata la croce sulla propensione al furto dei rom e sulla non integrabilità dei rumeni. Invece di fare qualche domanda sulla prosaica questione della sporcizia, scarsa illuminazione, fatiscenza e assenza di sicurezza della stazione ferroviaria di Tor di Quinto, luogo dell’aggressione alla signora Reggiani, si è preferito dilungarsi sull’insopportabile lecca lecca sull’espressione del volto del sindaco di Roma e del ministro dell’Interno, o sulla distanza esatta che decorreva tra le dichiarazioni di Fini e quelle di Prodi. La retorica oscura del posizionamento politico ha finito di contagiare perfino i cronisti della nera. E rimane un mistero la mancanza, a sinistra, perfino del ricordo della colossale operazione di integrazione sociale e risanamento urbano avvenuto proprio a Roma negli anni ’70. I sindacati di sinistra del tempo fecero sparire la vergogna dei 600mila baraccati, la “corona di spine” che svergognava e circondava la capitale. Ma non la fecero sparire con la polizia o il festival del cinema. Bensì con le case popolari e le infrastrutture. Per restare sull’argomento del giorno. La dilagante incultura di governo rischia di portarci in un vicolo cieco: quella della gestione di una questione delicata e senza soluzioni definitive come l’integrazione degl’immigrati. L’Italia è arrivata per ultima, in tutti i sensi, a confrontarsi con  i molteplici problemi della globalizzazione delle risorse umane .La sua classe dirigente sta commettendo due fra gli errori più comuni in questa materia. Sta trattando un fatto strutturale come un’emergenza, e lo sta trattando nell’ottica sbagliata di una minaccia alla sicurezza pubblica, da lasciar gestire alle forze dell’ordine e alla carità dei cittadini. Solo pochissimi commentatori ed esponenti di governo hanno ricordato quanto sia importante mettere in piedi uno sforzo di analisi, di riflessione politica e intervento a tutto campo in questa materia: dalla questione abitativa, scolastica, sanitaria, culturale, e a quella dei diritti politici e civili di un paio di milioni di cittadini del mondo che sono venuti in Italia come ospiti o futuri cittadini. Gente che fa andare avanti la baracca dell’industria, dell’agricoltura e dei servizi, nonché quella della sicurezza sociale. E che si trovano in questi giorni vittime del razzismo e della xenofobia incoraggiati dalla cattiva coscienza di chi non ha saputo né capire né fare nei tempi dovuti.
Fonte: Left, Pino Artacchi 
 
Giovanna Hollesch - DEApress 

Share

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 12 Novembre 2007 14:59 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Sara Bonafè . 27 Ottobre 2026
  Comunicato stampa Festival Mediamix Mostra in Sala libero Beghi, Villa Arrivsabene – Piazza Alberti 1/ADal 18 al 23 novembre Apertura rassegna il 18 novembre e presentazione artisti progetto Fanzine “Arte e dialogo” il 21 novembre per festeggi...
Silvio Terenzi . 27 Ottobre 2026
Stefano Ghisleri“La cantata del caffè” Una tazza di caffè contro un intero mondo. In “La cantata del caffè”, Stefano Ghisleri mi trasporta nella Lubecca del primo Settecento, dentro una società in cui musica, amore e desiderio di libertà devono ...
Antonio Desideri . 25 Ottobre 2026
Una luce morbida, che non taglia, che non proietta ombre e non disegna profili: è così che il regista Alberto Gemmi decide di presentarci il cimitero militare germanico del Passo della Futa; sotto una luce, cioè, che non ha lo scopo di distinguere, m...
Silvana Grippi . 25 Ottobre 2026
"La situazione è drammatica: oltre 43.400 bambini soffrono per la carestia e rischiano di morire perché gravemente malnutriti, stremati dalla fame e da condizioni di vita disumana. L'UNICEF è presente laddove il bisogno è più incessante e fanno il po...
Sara Bonafè . 23 Ottobre 2026
  Gli studenti di Firenze hanno deciso di occupare le scuole in segno di protesta di fronte ad un governo che da precedenza alla guerra a discapito dell’istruzione.Secondo i dati ufficiali della Commissione Europea del 2023 l’Italia è stata terzu...
Fabrizio Cucchi . 22 Ottobre 2026
                                                                      &n...
simone fierucci . 20 Ottobre 2026
  Disoccupazione, inflazione, black out energetici e repressione scatenano la reazione di un variegato fronte di opposizione Redazione Pagine Esteri 20/10/2026   – Sabato decine di migliaia di persone hanno protestato contro il pre...
Silvana Grippi . 19 Ottobre 2026
  CENTRO D.E.A In preparazione laboratori: scatole d'artista - libri d'autore - grafica - segnalibri - effetti speciali -auto-aiuto per il rafforsamento della personalità Lunedì e Mercoledì Orari da definire info: redazione@deapress.com &n...
DEAPRESS . 17 Ottobre 2026
Alcuni Autori presenti al Festival Mediamix XXI   1. Arte Daniele Di Bartolo Dittico #21: Difesa e Metamorfosi.. La meccanica del rifugio.. #21 è la firma e l’identità artistica di un autore autodidatta nato a Nicosia, in Sicilia, r...

Galleria DEA su YouTube