Il disegno di legge sull'editoria, approvato il 12 ottobre scorso, prevede la necessità di iscrizione al "ROC" (Registro per gli operatori della comunicazione), per tutti coloro che esercitano "attività editoriale". Verrebbero così a trovarsi in gravi difficoltà, oltre ad un gran numero di piccole riviste (che fino ad oggi possono ad esempio scavalcare la necessità della registrazione), alcuni siti web e i cosiddetti blog.
Infatti questa modalità necessita di poter contare su di un giornalista iscritto all'albo. Molte "fanzine", e piccoli semi-periodici a tiratura limitata di ogni tipo diverranno assolutamente illegali.
Tutto questo con lo scusa ufficiale di "rastrellare" più soldi.
Non posso che sperare che il disegno di legge subisca modifiche tali da non ostacolare la libertà di stampa.
Fabrizio Cucchi, Deapress
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