“Il Venerdì” di questa settimana propone un'intervista al 75enne Frank Serpico. Vittima - negli anni '70 del '900 – di un attentato e lasciato a terra dai suoi colleghi poliziotti perchè protagonista scomodo della lotta alla corruzione della polizia americana di quel periodo. L'ambulanza arrivò in ritardo perchè chiamata da un cittadino che si trovava sul posto in quel momento mentre i poliziotti rimasero inerti.
Il 26 settembre uscirà, in Italia, il romanzo scritto da Peter Maas con la prefazione del protagonista che racconta, nell'intervista del settimanale, di come ancora oggi la corruzione sia presente.
Condivide l'attività di WikiLeaks e gli sembra inverosimile che appena squadernati i segreti del mondo, Julian Assange venga incastrato con l'accusa di violenza sessuale. Riguardo la liberazione di Dominique Strauss-Kahn conviene che la donna non era credibile per le troppe bugie ma è anche convinto che la verità non la sapremo mai e che alla fine della storia c'è un ricco signore bianco in libertà. Ricorda di quando scrisse a Bill Clinton chiedendogli un gesto: un poliziotto che aveva denunciato i suoi superiori, anni dopo, quello che lui aveva combattuto a suo tempo, di premiarlo ; di fare con questo poliziotto quello che non era stato fatto con lui; di dare l'esempio. La risposta è stata una serie di ma-sì-però-non-tocca-a-me. La lettera – conclude Frank Serpico – la trovate adesso nel libro italiano perchè qui non hanno vuluto neppure pubblicarla.
Frank Serpico adesso vive a Harlemville a pochi chilometri da NewYork, ha una compagna ma vivono ognuno a casa propria. Preferisce non avere più nessuno intorno.
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