E' notizia di oggi che Filippo Penati rinuncerà alla prescrizione.
Filppo Luigi Penati classe 1952 iscritto al partito comunista fin da giovane, nel 2009 dopo la vittoria di Bersani viene chiamato ad assumere l'incarico di capo della sua segreteria politica.
Il 20 luglio 2011 Penati è indagato dalla Procura della Repubblica di Monza per concussione e corruzione in merito a presunte tangenti a seguito della riqualificazione dell'ex area Falck di Sesto S. Giovanni.
“La Repubblica” di oggi riporta la notizia che l'ex presidente della Provincia di Milano ha scritto una lunga lettera inviata ai veritici provinciali del suo ex partito: “ Ristabilire la mia onorabilità significa per me uscire da questa vicenda senza ombre e senza macchie. Se al termine delle indagini in corso, tutto non verrà chiarito, non sarò certo io a nascondermi dietro la prescrizione.”
Questa promessa – riporta il quotidiano – ha valso a Penati le parole del segretario PierLuigi Bersani: “Filippo Penati ha fatto tutti i passi indietro che poteva fare: è una vicenda certamente dolorosa , però spero che qualcuno si chieda: ma Berlusconi, Verdini, Scaloja, Milanese come si stanno comportando? Noi abbiamo un altro modo: presunzione d'innocenza sì, ma passi indietro.”
Come se la questione morale potesse riguardare la “diversa”modalità di atteggiamenti tra le diverse sigle di appartenenza politica e non la sostanziale differenza nei conportamenti e nelle idee. Berlusconi, Verdini, Scaloja, Milanese hanno fatto le leggi apposta per salvaguardare i loro interessi e loro stessi.
Penati si è autosospeso dal partito pur mantenendo il seggio in consiglio regionale.
Avere “un altro modo” dovrebbe significare ben altro!
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