L'odio sconsiderato e la mente deviata da un pensiero criminoso hanno preso il sopravvento nella terra di Norvegia.
Con l'inganno – sotto gli abiti di un poliziotto – e la crudeltà della ferocia circa cento ragazzi non oltre i venti anni hanno perso la vita iun un campo estivo nell'isola di Utoya.
I giovani partecipavano ad una convention di laburisti. Nello stesso giorno a Oslo un'atobomba è espolsa nelle vicinanze della sede del governo causando molti morti e feriti.
Il criminale gesto di Anders Beching Breivik – responsabile della strage a Utoya – non è il gesto effettuato con lucida follia da un isolato individuo dominato da pessime convinzioni razziste? Esiste forse una organizzazione più complessa?
Il Primo Ministro norvegese Jeans Stoltenbergh ha dichiarato: “Questa tragedia nazionale non farà piombare nel terrore la “società libera” . Il nostro marchio di fabbrica è una società aperta dove si può avere un dibattito politico senza essere minacciati. Tutto questo è stato attaccato, è sotto minaccia – ha concluso il Capo di Governo – ma noi dobbiamo reagire affinché questo non accada più”.
Fonte "La Repubblica"
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