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Arriva a Buenos Aires la "marcha de las putas"

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Hey baboso!  Yo elijo quien me cogo! (Hey bavoso! Io lo scelgo chi mi scopo!) . Questo è stato uno degli slogan più  urlati dalle centinaia di donne che a Buenos Aires si sono radunate sotto l’obelisco il 18 agosto scorso, per dire basta alle molestie sessuali e agli atteggiamenti maschilisti e alla violenza sia verbale che fisica sulle donne. Hanno sfidato il freddo e la pioggia, indossando minigonne e tacchi e abiti scollatissimi, rivendicandicando il sacrosanto diritto delle donne di vestirsi come gli pare, senza essere per questo vittime di commenti, grida, volgarità e violenze. La “marcha de las putas”, (Il corteo delle puttane), com’è stato chiamato dalle stesse organizzatrici, è il proseguimento di una serie di dimostrazioni iniziate ad Aprile in  Canada. Il 24 gennaio scorso, nella facoltà di Diritto di Osgoode Hall durante un dibattito contro le violenze sessuali sulle donne, un funzionario di polizia invitato alla discussione ebbe la “brillante” uscita di affermare che “ le donne dovrebbero evitare di vestirsi come troie per evitare violenze”, questo ha ovviamente provocato l’indignazione di molte donne, che si è tradotta nella prima manifestazione che ha visto la partecipazione di 3000 manifestanti avvenuta a Toronto il 3 aprile scorso, chiamata dalle organizzatrici Slutwalks, decidendo così di rivendicare proprio il termine “troia” (Slut). L'idea si è diffusa per le principali città degli Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda, e perfino Nuova Delhi. Gli eventi hanno visto la partecipazione di migliaia di donne e uomini e hanno ricevuto l'attenzione dei media internazionali.
Anche l’America Latina dal Messico all’Argentina attraverso Honduras, Nicaragua e Costa Rica è stata coinvolta da questa importante presa di posizione e di coscienza da parte delle donne. Un segnale importante, in una società come quella latino americana, dove è forte la cultura sessista e maschilista.

“Quando ti toccano il culo in metropolitana, o si appoggiano sull’autobus o ti gridano puttana solo per come sei vestita… Tutto questo è violenza”, così gridavano le organizzatrici col megafono. La manifestazione è stata organizzata attraverso Facebook, e alle sei puntualissime si sono radunate nella piazza dell’Obelisco, alcune vestite normalmente altre in maniera provocatoria e sensuale perché sia chiaro che non importa quanto sia corta una minigonna... quando una donna dice no è no!

Gabriele Morandi

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